Alzheimer
19 Settembre 2024Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Per accendere i riflettori sui sintomi iniziali, Lilly ha lanciato la campagna "Pensaci. Per non dimenticarlo", un'iniziativa patrocinata da AIMA, SIN e SINDEM

Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer. In Italia, circa 600 mila persone convivono con questa malattia, pari a un over 50 su cinque. A loro si aggiungono 3 milioni di familiari coinvolti nell’assistenza quotidiana. La diagnosi precoce può rallentare la progressione, ma riconoscere i primi segnali resta una sfida.
Per accendere i riflettori sui sintomi iniziali, Lilly ha lanciato la campagna "Pensaci. Per non dimenticarlo", un'iniziativa patrocinata da AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), SIN (Società Italiana di Neurologia) e SINDEM (Associazione per le demenze aderente a SIN). Al centro della campagna c’è la necessità di una diagnosi precoce, attraverso una narrazione che unisce scienza ed emozioni. Il video, con la voce dell’attore Luca Ward, si basa su estratti del romanzo “Elegia per Iris” di John Bailey e approfondimenti medici.
L’Alzheimer è una malattia che può progredire nell’arco di 10-20 anni, passando da una fase asintomatica alla demenza grave. A livello globale, colpisce circa 416 milioni di over 50. In Italia, oltre un milione di persone soffre di demenza. Il peso economico per il sistema sanitario italiano è di circa 15 miliardi di euro all’anno. Tuttavia, solo il 20% dei pazienti riceve una diagnosi tempestiva, frenata da una combinazione di impreparazione sanitaria e stigma sociale, come ha sottolineato Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologia dell'Università di Brescia e Presidente SIN.
“Grazie all’impegno dell’Intergruppo parlamentare per l’Alzheimer, guidato dagli onorevoli Patriarca e Lorenzin, è stato istituito un fondo nazionale per sviluppare nuovi modelli assistenziali che coinvolgano la medicina di base e quella specialistica, e che realizzino ciò che il DM 77 auspicava: un collegamento efficace tra i centri di terzo livello e quelli di primo livello, con particolare attenzione alle cure primarie”. Questi modelli, ha commentato, dovranno essere applicabili su tutto il territorio nazionale.
“Come co-presidente dell'intergruppo parlamentare sull'Alzheimer, vogliamo testimoniare il lavoro bipartisan che stiamo portando avanti per mantenere alta l'attenzione su questa malattia e, più in generale, sulle demenze”, ha sottolineato a margine dell’evento la Sen. Beatrice Lorenzin, Presidente Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l'Alzheimer, a margine dell’evento. L'invecchiamento della popolazione rende urgente una riorganizzazione del sistema sanitario e di welfare per sostenere milioni di persone colpite da malattie neurodegenerative. Sul tema della socioassistenza, è necessario “creare una rete di supporto all'interno della comunità, in cui il paziente con demenza o Alzheimer non sia abbandonato”. Lorenzin ha ribadito l’importanza di combattere lo stigma che circonda queste patologie: “sebbene qualcosa cambi nella nostra mente, non perdiamo né la dignità né la nostra dimensione umana.”
L’On. Annarita Patriarca, co-presidente Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l'Alzheimer ha aggiunto: “il sistema sanitario nazionale deve essere all'altezza della sfida, garantendo una diagnosi precoce, perché se la scienza fa progressi, anche la politica deve tenere il passo”. Poi ha sottolineato l'impegno della Commissione Affari Sociali e della Camera dei Deputati, con la proposta di legge dedicata a questa figura. “Unificare le diverse proposte di legge dei partiti è un segnale importante, ha spiegato, perché sulla salute non devono esistere divisioni politiche”.
Anche quest’anno, i principali edifici istituzionali saranno illuminati di viola, simbolo della lotta all’Alzheimer. Patriarca ha invitato tutte le regioni a partecipare, come avvenuto lo scorso anno. “La luce viola è il simbolo dell'Alzheimer, e per noi parlamentari rappresenta la consapevolezza e l'importanza delle nostre iniziative legislative. Ma è anche un messaggio rivolto a tutta la popolazione, per superare lo stigma associato a questa malattia e comprendere l'importanza della prevenzione, del sostegno a chi soffre e del ruolo insostituibile dei caregiver”.
La prof. Annachiara Cagnin, Responsabile del Centro per il declino cognitivo e la demenza dell’Azienda Ospedale-Università di Padova e segretaria di SINDEM, ha ribadito l'importanza di distinguere tra normali dimenticanze e sintomi allarmanti. Problemi di memoria, difficoltà linguistiche e cambiamenti comportamentali potrebbero indicare l'inizio della malattia.
“Se questi sintomi preoccupano, la cosa migliore è rivolgersi al proprio medico di fiducia, che potrà escludere situazioni facilmente identificabili tramite esami del sangue o una TAC cerebrale. Se questi esami non rilevano anomalie, è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato o a uno specialista della memoria, che potrà confermare o meno la presenza di un deficit cognitivo attraverso test specifici. La diagnosi precoce è fondamentale non solo per attuare strategie di prevenzione, ma anche per rafforzare la resistenza del nostro cervello”.
Patrizia Spadin, Presidente Aima, Associazione italiana malattia di Alzheimer, ha ribadito l’importanza di rafforzare la rete di cura e assistenza in Italia: “esistono ancora troppe disparità a livello regionale, e le famiglie spesso vengono lasciate sole”. Spadin ha invitato famiglie e società civile a prestare attenzione ai primi segnali del deterioramento cognitivo, descritti del video. La ricerca dimostra che lavorare sui fattori di rischio può evitare il 40% dei casi di demenza, ha ricordato.
In chiusura Elias Khalil, Presidente e Amministratore delegato Italy Hub, Lilly ha ricordato l’impegno di Lilly nella ricerca sull’Alzheimer. “Negli ultimi 35 anni, abbiamo investito oltre 8 miliardi di dollari su nuovi studi clinici, ma i veri eroi sono i pazienti: nei nostri studi clinici hanno partecipato 10.000 pazienti, e dobbiamo ringraziarli per il loro straordinario impegno. Ora – ha spiegato –vogliamo cambiare la percezione dell’Alzheimer. Spesso, quando si pensa a questa malattia, si immagina solo la fase più avanzata. Vogliamo invece focalizzare l’attenzione sulle fasi iniziali. Con i nuovi farmaci, vogliamo offrire loro una speranza: quella di rallentare la progressione della malattia. La nostra nuova campagna, 'Pensarci per non dimenticare', vuole proprio trasmettere questo messaggio e include un video molto toccante e significativo, che vi invito a condividere con il pubblico”.
Sofia Gorgoni
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