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25 Maggio 2026

Ebola Bundibugyo, Gavi: “Nessun vaccino autorizzato contro questo ceppo”

Gavi richiama l’attenzione sull’epidemia di Ebola Bundibugyo tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda: oltre 500 casi sospetti e nessun vaccino autorizzato disponibile


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Gavi, l’Alleanza per i vaccini, ha dichiarato di monitorare “attentamente” l’epidemia di malattia da virus Ebola causata dal ceppo Bundibugyo che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, dopo la dichiarazione di emergenza sanitaria internazionale (PHEIC) da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Secondo quanto riportato nel comunicato, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati segnalati oltre 500 casi sospetti e più di 130 decessi, mentre casi confermati sono stati registrati anche a Kampala, in Uganda, “a testimonianza della diffusione transfrontaliera e della rapida evoluzione della situazione”.

Gavi sottolinea che al momento “non esistono vaccini autorizzati contro la BVD”, la malattia da virus Bundibugyo. L’Alleanza finanzia attualmente la riserva globale di vaccini contro Ebola autorizzati per il ceppo Zaire, ma precisa che le prove disponibili sulla protezione crociata verso specie non Zaire sono “estremamente limitate”.

Per questo motivo, qualsiasi eventuale utilizzo dei vaccini attualmente disponibili nell’epidemia in corso richiederebbe ulteriori valutazioni e dovrebbe avvenire “in conformità con le linee guida dell’Oms” e con “esplicito consenso informato” delle comunità coinvolte.

Nel comunicato viene inoltre spiegato che Gavi sta collaborando con CEPI, Oms, Africa CDC, Unicef, Banca Mondiale e altri partner internazionali per valutare possibili strategie di risposta e accelerare la ricerca e sviluppo di candidati vaccinali specifici contro il virus Bundibugyo.

Tra i candidati attualmente in valutazione figura un vaccino basato sulla piattaforma rVSV, la stessa utilizzata per il vaccino Ervebo contro Ebola Zaire, ma mirato al virus Bundibugyo. Tuttavia, secondo Gavi, “non sono disponibili dosi di questo vaccino candidato per le sperimentazioni cliniche” e la produzione potrebbe richiedere dai sei ai nove mesi.

Un secondo candidato sfrutta invece la piattaforma ChAdOx, già utilizzata per vaccini Covid-19, ma non dispone ancora di dati preclinici o clinici relativi all’utilizzo contro il virus Bundibugyo.

Gavi sta inoltre valutando l’impiego del Fondo di Primo Intervento (First Response Fund – FRF), creato dopo la pandemia di Covid-19 per facilitare l’accesso rapido ai vaccini durante emergenze sanitarie pubbliche. Il fondo mette a disposizione fino a 500 milioni di dollari per emergenze ammissibili fino al 2030.

 

TAG: EBOLA, EPIDEMIA, ITALFARMACO LACER MERCATO

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