Pharma
19 Luglio 2023 Le Piccole e Medie Imprese biofarmaceutiche europee hanno un forte know-how e un ambiente scientifico solido, ma le attuali condizioni di mercato e la mancanza di finanziamenti privati, rendono sempre più difficile la sopravvivenza e la prosperità di queste aziende nel mercato globale. È quanto emerge da nuovo sondaggio, pubblicato pochi giorni fa da EFPIA
Le Piccole e Medie Imprese biofarmaceutiche europee hanno un forte know-how e un ambiente scientifico solido, ma le attuali condizioni di mercato (inflazione globale crescente, tassi di interesse alti) e la mancanza di finanziamenti privati, rendono sempre più difficile la sopravvivenza e la prosperità di queste aziende nel mercato globale. È quanto emerge da nuovo sondaggio, pubblicato pochi giorni fa da EFPIA, la Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche, ha delineato l'ambiente finanziario di cui le Piccole e Medie Imprese biofarmaceutiche (PMI) necessitano per prosperare in Europa e competere con regioni come Stati Uniti e Cina.
Le PMI biofarmaceutiche sono un fattore chiave dell'innovazione in Europa, perché sostenute da un forte know-how e un ambiente scientifico solido. Ad esempio, tra tutti i farmaci delle PMI che sono stati raccomandati per l'autorizzazione alla commercializzazione tra il 2005 e il 2015, uno su due aveva alla base un nuovo principio attivo e il 42% riguardava il trattamento di malattie rare. Tuttavia, lo sviluppo delle piccole e medie imprese del settore è ostacolato da una serie di sfide: la difficoltà nel convertire le idee in opportunità di sviluppo, ambienti normativi incerti – fattore particolarmente critico per lo sviluppo delle Advanced therapy medicinal products (ATMPs) – e mercati troppo significativamente frammentati.
Inoltre, le attuali condizioni di mercato, con un'inflazione globale crescente, tassi di interesse alti e la mancanza di finanziamenti privati, rendono sempre più difficile la sopravvivenza e la prosperità di queste aziende nel mercato globale.
Tra novembre 2021 e luglio 2022, il gruppo di lavoro sul finanziamento delle PMI di EFPIA ha condotto un sondaggio per mappare l'ambiente finanziario in cui queste aziende stanno attualmente lavorando, con l'obiettivo di evidenziare le varie criticità.
In sintesi, i risultati hanno mostrato che i fondi di investimento privato, i Venture Capital (VC) e i “Family Offices” (gestori privati di patrimoni) sono le prime tre fonti preferite per ottenere finanziamenti in Europa. L'80% delle PMI è finanziato da “private placements” (collocamento di titoli sul mercato primario, senza passare da offerta pubblica), nonostante forniscano flussi di denaro relativamente ridotti rispetto a finanziamenti alternativi di varia natura che generano volumi più alti (€ 35 milioni in media). Anche gli ostacoli nell'accesso ai finanziamenti pubblici sono risultati una forte criticità. Le PMI raccomandano alla Commissione Europea di adottare opzioni di finanziamento esistenti e criteri di idoneità più chiari, così come tempi più brevi e processi semplificati per raggiungere le approvazioni. Sempre secondo il sondaggio, sono necessari più incentivi per convincere le PMI a partecipare a bandi e progetti europei. Per garantire un'industria biofarmaceutica europea fiorente e sistemi sanitari rafforzati, l'innovazione e la competitività devono essere protette: secondo i dati, infatti, l’Europa ha visto una perdita del 25% di investimenti negli ultimi due decenni rispetto ad altre regioni mondiali.
Tuttavia, la proposta di revisione della legislazione farmaceutica della Commissione Europea creerà ulteriori incertezze in questi ambiti, danneggerà l'innovazione e allargherà il divario tra l'Europa e regioni più competitive e ambiziose come gli Stati Uniti e la Cina. I VC in Europa raccolgono da 3 a 4 volte meno capitali rispetto ai VC negli Stati Uniti e i capitali raccolti in Cina superano quelli europei tre volte circa.
Nei prossimi mesi, le PMI di EFPIA esamineranno ciò che è necessario affinché le biofarmaceutiche europee possano prosperare in Europa. Questo progetto, che sarà finalizzato verso la fine del 2023, fornirà dettagliate raccomandazioni politiche ai decisori dell'UE per garantire che l'Europa sostenga le aziende nel loro sviluppo e nell'innovazione biofarmaceutica a beneficio dei pazienti.
Cristoforo Zervos
https://www.efpia.eu/media/cgkgahsq/survey-results-financing-environment-of-biopharmaceutical-smes-in-europe.pdf
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