Pharma
28 Maggio 2026Presentata un'indagine Censis sull'uso dell'intelligenza artificiale in sanità: 1 italiano su 4 la utilizza regolarmente, ma resta centrale il rapporto con il medico
L'industria farmaceutica si conferma tra i settori più avanzati in Italia sul fronte della valorizzazione del lavoro femminile, della parità e delle politiche di welfare. Le donne rappresentano infatti il 45% degli addetti del comparto, contro una media del 29% nella manifattura, e occupano il 48% dei ruoli di dirigenti e quadri. A sottolinearlo è stato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, intervenendo oggi a Roma all'evento "Salute al femminile: la conoscenza che cura. Health Literacy e intelligenza artificiale per le pari opportunità", promosso da Farmindustria con il patrocinio della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella. "Con l'evento di oggi vogliamo continuare il percorso di valorizzazione della donna nella società e siamo fieri di farlo con il patrocinio della ministra Roccella", ha affermato Cattani, evidenziando come il settore farmaceutico registri performance particolarmente significative anche tra le giovani professioniste. Il 56% delle donne under 35 occupate nell'industria farmaceutica è infatti quadro o dirigente, contro il 38% della media industriale.
Negli ultimi cinque anni l'occupazione femminile nel comparto è cresciuta del 15%, mentre quella delle under 35 ha registrato un incremento del 25%. "Nella fascia di età tra 30 e 50 anni il gender pay gap è zero", ha aggiunto il presidente di Farmindustria. Ampio anche il capitolo dedicato al welfare aziendale e alla conciliazione vita-lavoro. Secondo i dati illustrati durante l'evento, il 100% delle aziende del settore offre strumenti di flessibilità oraria, smart working, part-time e agevolazioni sugli orari. La metà mette inoltre a disposizione asili nido o rimborsi per istruzione e assistenza domestica, mentre l'81% realizza programmi di medicina preventiva e il 47% prevede congedi di maternità e paternità più estesi rispetto a quanto stabilito da legge e contratto nazionale. Nel corso dell'incontro è stata presentata anche l'indagine Censis "Gli italiani, l'Ia e la salute: percezioni, comportamenti e differenze di genere", dedicata al rapporto tra cittadini, tecnologie digitali e salute. Dallo studio emerge che il 63% degli italiani ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale e quasi un cittadino su quattro li usa regolarmente. Il 35% dichiara inoltre di ricorrere all'Ia anche per aspetti legati alla salute. Secondo la ricerca, sono soprattutto le donne a interpretare l'intelligenza artificiale con un approccio prudente e responsabile. Il 92,3% ritiene infatti che le informazioni ottenute tramite strumenti digitali debbano essere sempre verificate con il medico, percentuale che tra gli uomini si attesta all'88%. Inoltre, il 65,3% delle donne e il 58% degli uomini afferma di non sentirsi a proprio agio a informarsi esclusivamente tramite l'Ia, per il timore di fake news e per la maggiore fiducia nelle informazioni prodotte da persone. "L'intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per migliorare prevenzione, diagnosi, ricerca e gestione della salute e dei percorsi di cura, ma il rapporto umano resta fondamentale", ha dichiarato Cattani. Il presidente di Farmindustria ha inoltre ricordato il crescente impatto dell'Ia nella ricerca farmaceutica: "Il numero di molecole identificate dall'Ia è cresciuto del 300% dal 2023 e i tempi nella fase preclinica si sono ridotti del 40% grazie all'intelligenza artificiale". In quest'ambito, ha aggiunto, la presenza femminile nella ricerca e sviluppo raggiunge il 52%. "Le nostre imprese dimostrano ogni giorno che innovazione, inclusione, welfare e valorizzazione delle persone procedono insieme. È questa la strada per sostenere crescita, occupazione qualificata, natalità e competitività della nostra nazione", ha concluso Cattani.
"Le donne hanno un antico rapporto con la cura della salute e questo si è perpetuato attraverso il ruolo familiare che hanno avuto. Oggi questo si traduce in un'attenzione alla salute e in una consapevolezza che possono essere utili nel gestire le informazioni sanitarie. Perché oggi le informazioni sulla salute sono complesse, l'organizzazione sanitaria è complessa e quindi, per utilizzarla al meglio, è fondamentale orientarsi e capire. Questo è ciò che ancora oggi le donne fanno meglio, come mostrano i dati", ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Eugenia Roccella, a margine dell'evento. Le donne, ha spiegato la ministra nel suo intervento dal palco, hanno da sempre un "rapporto particolare con la medicina". "Migliaia di anni fa hanno iniziato a creare le prime forme di farmacologia, perché le prime ricerche sulle erbe sono state fatte proprio dalle donne, le famose streghe. Erano loro che cercavano di capire come utilizzare erbe medicinali e così via nella cura della salute delle persone". Ancora oggi, ha aggiunto la ministra, "le donne si occupano della salute dei figli e spesso dell'intera famiglia, decidendo, per esempio, a chi rivolgersi, come, dove e quando, accompagnando i familiari nel percorso di cura. Tutto questo è un enorme lavoro di assistenza che spesso non viene nemmeno riconosciuto e che rappresenta un patrimonio per tutta la comunità".
Anna Capasso
TAG: DONNE, FARMACEUTICA, FARMINDUSTRIA, MARCELLO CATTANISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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