Ricerca
28 Gennaio 2026Presentato a Genova il bilancio del programma Mnesys: oltre 800 ricercatori e una rete in espansione di centri di ricerca, con 65 strutture oggi attive rispetto ai 25 soci fondatori iniziali

Mai così tanti studi italiani nelle neuroscienze: il programma Mnesys, partenariato esteso concepito dall’Università di Genova, ha prodotto oltre 1.500 lavori scientifici in tre anni, di cui circa il 75% pubblicati su riviste di fascia alta. Il bilancio è stato presentato durante l’evento finale “Mnesys: viaggio nel cervello”, tenutosi a Genova.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il programma ha coinvolto oltre 800 ricercatori e una rete in espansione di centri di ricerca, con 65 strutture oggi attive rispetto ai 25 soci fondatori iniziali. Un risultato rilevante riguarda anche il rafforzamento della collaborazione tra Nord e Sud: le partnership tra centri meridionali e istituti del Nord sono passate da poco più di 20 nel 2023 a oltre 150 nel 2025.
“Mnesys rappresenta la risposta italiana ai grandi progetti internazionali”, ha dichiarato Antonio Uccelli, ordinario di Neurologia all’Università di Genova e coordinatore scientifico del programma, sottolineando come la rete abbia favorito l’integrazione delle competenze e posto le basi per un maggiore sviluppo della medicina di precisione anche in ambito neurologico e psichiatrico.
Sul piano organizzativo, il progetto ha promosso una collaborazione multidisciplinare tra medici, ingegneri, biologi e informatici, con un ampio utilizzo di sistemi di calcolo avanzato per l’analisi di grandi volumi di dati. Enrico Castanini, presidente di Mnesys, ha evidenziato come il programma abbia contribuito a creare un collegamento stabile tra ricerca e applicazioni industriali, mentre Federico Delfino, rettore dell’Università di Genova, ha richiamato il ruolo di coordinamento svolto dall’ateneo capofila.
Tra gli ambiti di ricerca citati figurano lo sviluppo di modelli digitali per la simulazione degli interventi neurochirurgici, l’identificazione di nuovi biomarcatori per le malattie neurodegenerative e applicazioni di medicina di precisione in psichiatria. Alcuni progetti hanno inoltre approfondito il ruolo del sonno nello sviluppo neurologico, in particolare nei neonati prematuri.
Secondo Loredana Luzzi, direttrice generale di Mnesys, il programma si inserisce nel quadro degli investimenti del Pnrr e mira a tradurre i risultati scientifici in ricadute concrete per la salute pubblica e lo sviluppo tecnologico del Paese.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
09/10/2026
Il presidente della Fondazione GIMBE chiede finanziamenti pluriennali certi e riforme strutturali. Priorità al personale sanitario e all'accesso alle cure
09/10/2026
Il rapporto annuale dell'Alleanza per i vaccini registra il valore più alto della sua storia. I Paesi a basso reddito hanno contribuito con 301 milioni di dollari al finanziamento dei programmi...
09/10/2026
Per la campagna nazionale del 10 ottobre, Fondazione ADI presenta un'indagine sulle abitudini alimentari delle persone immigrate
09/10/2026
L'Italia è prima nell'Ue per trapianti di fegato e cuore, ma oltre 8.000 persone restano in attesa
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)