Covid
18 Marzo 2026A sei anni dal 18 marzo 2020, FNOMCeO denuncia carenze ancora irrisolte per i professionisti, mentre la Lombardia rivendica un sistema oggi più preparato
A sei anni dal 18 marzo 2020, Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, emergono valutazioni diverse sullo stato del sistema sanitario tra rappresentanza dei medici e istituzioni regionali.
“È stata una strage di operatori, rabbia prima e delusione poi”. Così Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, commenta all’Adnkronos Salute l’impatto della pandemia sui professionisti sanitari. Secondo Anelli, durante la prima fase “i professionisti sono stati lasciati soli”, ricordando anche la carenza di dispositivi di protezione.
Il presidente della FNOMCeO richiama il dato dei 380 medici deceduti a causa del Covid, sottolineando che “il Servizio sanitario nazionale non è stato sufficientemente pronto a proteggere i suoi professionisti”. Oggi, aggiunge, permane “l’amaro in bocca” per l’assenza di “un piano straordinario per le professioni sanitarie”, nonostante il sacrificio dei medici sia “rimasto nella coscienza collettiva”.
Anelli evidenzia inoltre come il rafforzamento del sistema non possa limitarsi agli investimenti strutturali, ma debba includere politiche per l’attrattività della professione e la valorizzazione delle competenze.
Nella stessa giornata, a Bergamo, uno dei territori più colpiti nella prima ondata, la Regione Lombardia ha ricordato le vittime sottolineando i cambiamenti intervenuti negli ultimi anni.
“Sono i fatti che parlano”, afferma Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, che richiama l’impreparazione iniziale nella gestione della pandemia, nonostante la dichiarazione dello stato di emergenza il 31 gennaio 2020.
Secondo Bertolaso, se fosse stata attuata una risposta organizzativa tempestiva, “sarebbero state organizzate delle terapie intensive prima del momento della grande urgenza” e disponibili più dispositivi di protezione.
Oggi, prosegue, la Lombardia “è più che pronta”, grazie a “un sistema di sorveglianza straordinario” e alla capacità di individuare e gestire tempestivamente eventuali rischi.
L’assessore richiama anche la possibilità di nuove emergenze sanitarie, ritenute inevitabili in un contesto globale, sottolineando la necessità di mantenere elevata la capacità di sorveglianza e risposta del sistema sanitario.
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