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15 Settembre 2026

Farmaci oncologici, carenze in tutti i centri Usa coinvolti nell’indagine NCCN

Un’indagine del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) mostra carenze diffuse di farmaci oncologici negli Stati Uniti


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A fine agosto il National Comprehensive Cancer Network (NCCN) ha condotto un’indagine tra i responsabili di farmacia e altri dirigenti clinici e amministrativi delle 34 istituzioni oncologiche che fanno parte della rete. Dei 31 centri che hanno risposto, tutti hanno segnalato la carenza di almeno un farmaco antitumorale e oltre il 20% ha riferito problemi di disponibilità per cinque o più medicinali.

La carenza più diffusa riguarda l’ifosfamide, un chemioterapico generico impiegato nel trattamento di diversi tumori solidi e del sangue, segnalata dal 94% dei centri. Il 71% ha riportato problemi di disponibilità per il carboplatino e il 16% per cisplatino, entrambi alla base di numerosi schemi e modelli chemioterapici. Più della metà ha inoltre segnalato carenze di Bacillus Calmette-Guérin (BCG), immunoterapia impiegata nel carcinoma della vescica. Le difficoltà incidono anche sull’aderenza alle cure. Quando le carenze hanno imposto una modifica del piano terapeutico, il 90% dei centri ha dovuto richiedere una nuova autorizzazione alle compagnie assicurative, con un aumento del carico di lavoro e possibile ritardo nella continuità assistenziale.

Quasi tutti i direttori di farmacia intervistati chiedono incentivi economici per sostenere una produzione di qualità dei farmaci oncologici generici, spesso clinicamente indispensabili ma poco remunerativi.

https://www.nccn.org/docs/default-source/oncology-policy-program/nccn-drug-shortages-survey-september-2026.pdf

Cristoforo Zervos

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