hantavirus
12 Maggio 2026Dopo il focolaio sulla nave MV Hondius, il ministero della Salute definisce quarantena, contact tracing e protocolli per aeroporti, porti, Regioni e laboratori

Il ministero della Salute ha diffuso una circolare operativa nazionale sull’hantavirus Andes dopo il focolaio registrato sulla nave da spedizione MV Hondius, introducendo misure di quarantena fiduciaria fino a 42 giorni, sorveglianza sanitaria rafforzata e nuove indicazioni per Regioni, aeroporti, porti, laboratori e uffici di frontiera.
Il documento arriva dopo l’aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Ecdc sul cluster internazionale collegato alla nave, che ha coinvolto passeggeri provenienti da 23 Paesi e causato, secondo i dati riportati dal ministero, nove casi complessivi e tre decessi. Sette infezioni sono state confermate come virus Andes, mentre due casi vengono attualmente classificati come probabili.
Nella circolare il ministero conferma che il rischio per la popolazione generale italiana ed europea resta “molto basso”, in linea con la valutazione dell’Ecdc, ma dispone un rafforzamento delle attività di prevenzione e monitoraggio in considerazione delle limitate evidenze disponibili sulla possibile trasmissione interumana del virus Andes.
Intervenendo al Tg1, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha escluso rischi immediati per il Paese. “Oggi non c’è alcun pericolo in Italia”, ha dichiarato, sottolineando che si tratta di “un virus diverso” rispetto al Covid e caratterizzato da “bassa contagiosità”.
Il ministro ha spiegato che la circolare predisposta dal dicastero serve “a fare il punto sulla situazione epidemiologica internazionale e a dare informazioni alle Regioni e alle aziende sanitarie”, precisando che le misure vengono adottate “seguendo i protocolli nazionali e internazionali nel rispetto della massima sicurezza”.
Schillaci ha inoltre confermato che le quattro persone attualmente in isolamento in Italia, identificate nell’ambito del contact tracing internazionale collegato al volo Klm coinvolto nell’indagine epidemiologica, sono “asintomatiche e seguite con attenzione dalle autorità sanitarie”, mentre i risultati dei test “non sono ancora disponibili”.
Tra le misure principali viene indicata la quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ad alto rischio. La circolare specifica che i soggetti interessati devono utilizzare una stanza separata, mantenere una distanza di almeno due metri dai conviventi, evitare l’uso condiviso di stoviglie e garantire un’adeguata ventilazione degli ambienti. È inoltre raccomandato di non utilizzare mezzi pubblici o voli commerciali durante il periodo di monitoraggio.
Il ministero considera contatti ad alto rischio tutte le persone presenti a bordo della MV Hondius al momento della pubblicazione del parere Ecdc, oltre ai soggetti che abbiano avuto esposizioni ravvicinate e prolungate con casi probabili o confermati. Rientrano nella definizione anche operatori sanitari esposti senza adeguati dispositivi di protezione e passeggeri seduti nelle file vicine a un caso durante voli di lunga durata.
Per i contatti a basso rischio viene invece previsto automonitoraggio passivo dei sintomi fino a 42 giorni dall’ultima esposizione, con obbligo di isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie in caso di comparsa di febbre, sintomi respiratori o disturbi gastrointestinali.
La circolare definisce inoltre criteri nazionali uniformi per classificare casi sospetti, probabili e confermati. È considerato caso sospetto chi abbia viaggiato sul mezzo di trasporto coinvolto o avuto contatti con passeggeri della nave a partire dal 5 aprile e presenti febbre, mialgie, cefalea, sintomi gastrointestinali o respiratori.
Il documento dedica ampio spazio anche al coordinamento tra ministero, Regioni, ISS, Spallanzani e rete laboratoristica nazionale. Il ministero ha convocato sia la rete Dispatch per la valutazione del rischio pandemico sia il gruppo tecnico sui laboratori pubblici umani e veterinari, con l’obiettivo di definire la capacità diagnostica sul territorio nazionale.
Alle Regioni viene chiesto di individuare rapidamente laboratori di riferimento idonei all’esecuzione dei test molecolari e sierologici. In attesa della definizione della rete nazionale, il riferimento operativo resta l’Inmi Spallanzani di Roma.
Il ministero richiama inoltre il ruolo degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), invitando compagnie aeree e operatori aeroportuali a segnalare tempestivamente eventuali sospetti casi infettivi e a garantire la raccolta dei Passenger Locator Form per le attività di tracciamento dei contatti.
Secondo il documento, l’evoluzione del focolaio resta sotto osservazione internazionale. Il ministero sottolinea che non vi sono attualmente evidenze di una diffusione sostenuta nella popolazione generale, ma ritiene necessario mantenere “un approccio di massima cautela” per la possibile, seppur limitata, trasmissione interumana dell’Andes virus.
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