acqua
14 Aprile 2026Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute

Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS/UNECE su Acqua e Salute, accordo giuridicamente vincolante che integra tutela della salute e gestione sostenibile delle risorse idriche. Il percorso attuativo è al centro del convegno internazionale “Italian Ratification of the WHO/UNECE Protocol on Water and Health”, in programma da oggi al 17 aprile presso l’Istituto superiore di sanità.
Con la ratifica, l’Italia si unisce ai Paesi della Regione paneuropea impegnati a definire obiettivi nazionali misurabili su accesso all’acqua potabile, servizi igienico-sanitari sicuri, riduzione delle malattie idrotrasmesse e protezione degli ecosistemi idrici, con obblighi periodici di rendicontazione a OMS e UNECE.
L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato da crisi idrica, cambiamenti climatici e pressioni ambientali, che spingono a considerare l’acqua come determinante di sicurezza sanitaria oltre che ambientale. Il modello proposto integra sanità pubblica, gestione delle risorse, industria, agricoltura e ricerca, con un approccio di prevenzione intersettoriale.
“L’acqua è una risorsa unica e insostituibile, essenziale per sostenere la vita e i diritti umani”, afferma Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto superiore di sanità, richiamando l’approccio “One Water” in linea con i principi della One Health.
Sul piano operativo, l’Italia ha già sviluppato strumenti coerenti con gli obiettivi del Protocollo. Tra questi il Sistema nazionale di prevenzione Salute-Ambiente-Clima e il Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSiA), istituito presso l’Iss con la legge 127/2022, che svolge funzioni tecnico-scientifiche di supporto alle Regioni e alle autorità di regolazione.
Il CeNSiA, in qualità di focal point nazionale del Protocollo, coordina anche iniziative internazionali sulla resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici. Il primo rapporto nazionale ha evidenziato un’elevata conformità della qualità dell’acqua potabile nel Paese.
Nel quadro normativo europeo, la nuova direttiva sulle acque reflue urbane approvata nel 2024 amplia il campo di applicazione, introduce il trattamento avanzato per la rimozione dei microinquinanti, inclusi residui farmaceutici, e rafforza il monitoraggio sanitario. La direttiva prevede inoltre il principio di responsabilità estesa del produttore, con il coinvolgimento dei produttori di farmaci e cosmetici nei costi del trattamento.
La revisione della direttiva sulle acque di balneazione punta invece a superare il controllo retrospettivo, introducendo modelli previsionali e gestione del rischio sito-specifica.
A supporto dell’attuazione del Protocollo si inserisce il progetto ACeS – “Acqua, Clima e Salute”, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano nazionale complementare al PNRR, che integra ricerca, innovazione tecnologica e supporto regolatorio per tradurre le evidenze scientifiche in decisioni operative.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
29/05/2026
Presentata alla Camera l’Agenda SM 2030. Restano criticità su accesso ai servizi, telemedicina, carenza di neurologi e attuazione della riforma della disabilità
29/05/2026
In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, ACC richiama l’attenzione sul peso del tabagismo nei tumori
29/05/2026
Un rapporto del Royal College of Physicians evidenzia come il tabagismo si concentri nelle fasce socialmente più fragili
29/05/2026
In occasione della Giornata internazionale, l’associazione Appi riunisce esperti e istituzioni in Senato
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)