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16 Febbraio 2026

Liste d’attesa, dati 2025: la mappa dei ritardi Regione per Regione

Secondo un’anticipazione del Sole 24 Ore, i dati 2025 della Piattaforma nazionale liste d’attesa evidenziano criticità soprattutto al Sud


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I primi dati 2025 della Piattaforma nazionale liste d’attesa mostrano una marcata disomogeneità territoriale, con percentuali elevate di “alert” nelle Regioni del Sud e performance migliori in diverse realtà del Nord. È quanto anticipato da Il Sole 24 Ore in un articolo che riporta i risultati della nuova piattaforma voluta dal Ministero della Salute per monitorare i tempi di attesa nelle strutture pubbliche.

Secondo il quotidiano economico, l’analisi riguarda otto prestazioni particolarmente rappresentative: quattro esami diagnostici (colonscopia totale, ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, gastroscopia, Tac del torace) e quattro prime visite specialistiche (cardiologica, dermatologica, oculistica, ortopedica).

Elemento innovativo del sistema è l’introduzione di un indicatore di “alert” che non si limita a registrare il superamento dei tempi massimi previsti, ma “pesa” la gravità del ritardo in base ai giorni di attesa e alla classe di priorità indicata in ricetta.

Tra i dati evidenziati dal Sole 24 Ore, l’Abruzzo registra il 68% di prestazioni in grave ritardo per la colonscopia, mentre il Policlinico di Bari arriva all’85% di “alert” sia per la colonscopia sia per la prima visita cardiologica. In Puglia si segnalano percentuali elevate per l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (57%) e per le prime visite cardiologica e oculistica (52%).

Allargando il quadro regionale, l’articolo evidenzia una concentrazione di criticità nel Mezzogiorno, mentre tra le Regioni con percentuali più contenute di “alert” figurano il Veneto, con valori tra l’1% e il 4% per diverse prestazioni, la Provincia autonoma di Trento e l’Umbria.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, la piattaforma è alimentata dai flussi dei Cup regionali e rappresenta uno strumento di monitoraggio strutturato dei tempi di attesa, con l’obiettivo di offrire un quadro più accurato delle criticità e supportare eventuali interventi correttivi a livello territoriale e centrale.

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