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11 Febbraio 2026

Rischio radiologico, interrogazione al Governo dopo la sentenza della Cassazione

Dopo l’ordinanza della Cassazione, presentata un’interrogazione per norme uniformi su indennità e tutele


parlamento emiciclo

Un’interrogazione parlamentare chiede al Governo un intervento normativo uniforme sulle tutele per i professionisti sanitari esposti a radiazioni ionizzanti, alla luce dell’ordinanza n. 11310 del 29 aprile 2025 della Corte di Cassazione. L’iniziativa è della senatrice Daniela Sbrollini (Italia Viva) ed è rivolta ai ministri della Salute e del Lavoro.

Secondo il testo dell’interrogazione, in Italia sono oltre 150.000 i professionisti che operano in ambienti con presenza di radiazioni ionizzanti, tra cui tecnici di radiologia, infermieri di sala operatoria e infermieri strumentisti impegnati in procedure radioguidate. L’esposizione cronica, anche a basse dosi ma continuativa, è correlata – secondo evidenze internazionali richiamate nel documento – a un aumento del rischio oncologico, a cataratta professionale, disturbi tiroidei e problematiche muscolo-scheletriche legate ai dispositivi di protezione.

L’ordinanza della Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento dell’indennità di rischio radiologico e del congedo per recupero biologico rileva l’esposizione reale, stabile e non occasionale, e non le sole qualificazioni formali delle mansioni o i pareri delle commissioni aziendali. La pronuncia afferma inoltre che l’esposizione può essere accertata in giudizio attraverso strumenti tecnico-scientifici oggettivi, comprese consulenze tecniche e la quantificazione delle procedure radioguidate svolte.

L’interrogazione chiede se il Governo intenda promuovere misure di carattere generale che recepiscano il principio giurisprudenziale, evitando disparità applicative tra Regioni e aziende sanitarie. Tra le richieste figurano l’inserimento di disposizioni specifiche nei contratti collettivi, il riconoscimento automatico dell’indennità e del congedo sulla base di criteri oggettivi di esposizione, l’avvio di monitoraggi sistematici e interventi formativi in materia di radioprotezione.

Sul tema è intervenuto anche il sindacato Nursing Up, che ha richiamato la necessità di rafforzare tracciabilità e sorveglianza sanitaria, evidenziando come la crescita delle procedure interventistiche renda il rischio radiologico una questione strutturale per il sistema sanitario.

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