Oms
22 Maggio 2026Alla 79ª Assemblea mondiale della sanità focus su tubercolosi, malattie metaboliche, disinformazione sanitaria ed equità nell’accesso alle cure

Dalla tubercolosi alla malattia epatica steatosica, passando per disinformazione sanitaria e malattie rare: la 79ª Assemblea mondiale della sanità dell’Oms, in corso a Ginevra, ridisegna alcune delle priorità globali della salute pubblica e della prevenzione per i prossimi anni.
Tra i temi più rilevanti emersi dai lavori dell’Assemblea figura la decisione degli Stati membri di avviare la definizione di una nuova strategia globale post-2030 contro la tubercolosi. L’obiettivo è preparare il percorso verso la riunione ad alto livello delle Nazioni Unite prevista nel 2028 e aggiornare la risposta internazionale alla luce delle nuove evidenze scientifiche e dei cambiamenti epidemiologici. Secondo l’Oms, nonostante il primo calo dell’incidenza della Tbc registrato dopo la pandemia, la malattia resta una delle principali cause di morte infettiva nel mondo. Tra le criticità vengono indicati sottofinanziamento, conflitti, diseguaglianze e migrazioni legate ai cambiamenti climatici.
L’Assemblea ha inoltre approvato una risoluzione che riconosce la malattia epatica steatosica, precedentemente definita “fegato grasso”, come una delle principali sfide emergenti tra le malattie croniche non trasmissibili. L’Oms stima che la patologia coinvolga circa 1,7 miliardi di persone nel mondo ed evidenzia il legame con obesità, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e altri disturbi metabolici. La risoluzione invita i Paesi a integrare la patologia nei piani nazionali sulle malattie croniche, rafforzando prevenzione, screening e presa in carico territoriale.
Nel corso dei lavori è stato affrontato anche il tema della disinformazione sanitaria. In una sessione strategica dedicata alla diffusione di informazioni sanitarie false o fuorvianti, l’Oms ha definito il fenomeno una “minaccia crescente per la salute pubblica”, sottolineando il rischio di compromettere campagne di prevenzione e interventi sanitari. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della fiducia nella scienza, la collaborazione con le piattaforme digitali e il coinvolgimento degli operatori sanitari e delle comunità locali nella diffusione di informazioni validate.
L’Assemblea mondiale della sanità ha inoltre approvato una risoluzione dedicata all’emofilia e ai disturbi emorragici congeniti, richiamando il problema della sottodiagnosi globale. Secondo l’Oms quasi il 70% delle persone con emofilia nel mondo non riceve una diagnosi. Il documento invita gli Stati a rafforzare accesso a diagnosi, terapie e centri specialistici, oltre a inserire i trattamenti salvavita negli elenchi nazionali dei farmaci essenziali.
Dai lavori dell’Assemblea emerge un orientamento sempre più centrato sull’integrazione tra prevenzione, gestione delle cronicità, cure primarie e sicurezza sanitaria globale. Un approccio che lega malattie infettive, patologie metaboliche, salute mentale e contrasto alle diseguaglianze in una strategia comune di rafforzamento dei sistemi sanitari.
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