disturbi alimentari
05 Febbraio 2026Avviata un’indagine epidemiologica nazionale sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione per aggiornare i dati di prevalenza e mappare i servizi dedicati

Avviata un’indagine epidemiologica nazionale sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione per produrre dati aggiornati sulla prevalenza e mappare la rete dei servizi dedicati. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci, rispondendo al Question time alla Camera sulle iniziative per garantire assistenza e cure alle persone colpite da questi disturbi.
Secondo il ministro, i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione “richiedono una risposta sistemica”, basata su dati precisi, risorse strutturali, percorsi standardizzati e operatori formati. Il Centro nazionale per l’eccellenza clinica dell’Istituto superiore di sanità stima oltre 14.000 assistiti, ma “sappiamo che i numeri reali sono purtroppo più alti”. Da qui l’avvio di un progetto strategico con l’Iss, finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, per ottenere una fotografia aggiornata dei bisogni assistenziali, dei tempi di attesa e delle disparità territoriali.
Sul fronte delle risorse, Schillaci ha ricordato che il Fondo nazionale per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione ha stanziato 15 milioni di euro per il 2022, 10 milioni per il 2023 e altri 10 milioni per il 2024, a sostegno dei piani di intervento regionali e del rafforzamento dei servizi dedicati. Un passaggio centrale riguarda l’aggiornamento dei Lea, con l’inserimento di prestazioni specifiche per anoressia e bulimia, tra cui cicli di terapia psicoeducazionale individuale e di gruppo. Prestazioni che diventano strutturalmente erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale.
Queste strategie, ha spiegato il ministro, trovano piena attuazione nel Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, appena approvato con fondi dedicati. Il contrasto ai disturbi alimentari è indicato come una priorità del piano, con l’obiettivo di superare le differenze territoriali e garantire risposte appropriate e tempestive. “La volontà è quella di implementare ulteriori azioni sul territorio e verificare la possibilità di reperire nuove risorse per rendere strutturale il finanziamento del Fondo”, ha concluso Schillaci, sottolineando la necessità di formare gli operatori e rafforzare il lavoro delle équipe multidisciplinari.
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