Giornata mondiale cancro
04 Febbraio 2026Diciottomila firme raccolte in poco più di 10 giorni. Sono il 35% delle 50.000 necessarie per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare al Parlamento
Ogni anno circa 105mila diagnosi di cancro, pari al 27% del totale, sono attribuibili al fumo. Un dato che torna al centro del dibattito sanitario nazionale, in occasione del World Cancer Day, insieme alla campagna “5 euro contro il fumo”, promossa da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. In poco più di dieci giorni, 18mila cittadini hanno già firmato la proposta di legge di iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. È il 35% delle 50mila firme necessarie per portare il testo in Parlamento. Tutti i maggiorenni possono aderire tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, CIE o CNS.
L’obiettivo della campagna è duplice: ridurre il consumo di tabacco e rafforzare le risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale, in particolare alla prevenzione. Oggi più del 40% dei decessi oncologici è legato a fattori di rischio modificabili come fumo, alcol, alimentazione scorretta, sovrappeso e sedentarietà. Eppure l’Italia investe in prevenzione solo il 4,6% della spesa sanitaria, meno di Regno Unito, Olanda e Germania. «Abbiamo ottenuto un risultato importante, ma non sufficiente – sottolinea Massimo Di Maio, presidente AIOM –. Il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico. Serve uno sforzo ulteriore per raggiungere le 50mila firme e trasformare questa iniziativa in una proposta concreta». I progressi della ricerca stanno migliorando la sopravvivenza: nel 2026 si stima una riduzione della mortalità oncologica del 17,3% negli uomini e dell’8,2% nelle donne rispetto al 2020-2021, risultati migliori della media europea. In Italia, il 63% delle donne e il 54% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi e almeno un paziente su quattro può considerarsi guarito. Questo progresso, però, ha un costo. Nel 2024 la spesa pubblica per i farmaci antitumorali ha raggiunto 5,4 miliardi di euro, quasi il 20% della spesa farmaceutica complessiva. «L’innovazione non è solo un costo, ma vite salvate», ricorda Di Maio, evidenziando la necessità di garantire sostenibilità al sistema e accesso equo alle cure più avanzate, come immunoterapia e anticorpi farmaco-coniugati.
Accanto ai risultati, restano nodi strutturali. In dieci anni sono stati tagliati oltre mille posti letto di oncologia medica e nel 30% dei centri manca ancora l’assistenza domiciliare. Carenze si registrano anche nella psicologia clinica, nella nutrizione e nel personale sanitario. Solo metà delle Regioni ha attivato le Reti Oncologiche Regionali, fondamentali per una presa in carico multidisciplinare. Il tema del World Cancer Day 2026, “United by Unique”, richiama l’attenzione sull’unicità di ogni persona con tumore, includendo gli aspetti psicologici e sociali della malattia. Il 20% dei pazienti soffre di depressione e oltre il 50% sviluppa disagio psicologico. Pesante anche l’impatto occupazionale: il cancro riduce le possibilità di lavoro e di reddito, con ricadute sulla qualità di vita. «Mettere davvero la persona al centro significa proteggere anche chi cura», afferma Rossana Berardi, presidente eletto AIOM, ricordando il rischio burnout per molti oncologi e l’urgenza di riconoscere il ruolo dei caregiver familiari, circa 7 milioni in Italia.
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