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19 Gennaio 2026

Riforma sanità e liste d’attesa, Schillaci: segnali di miglioramento ma serve vigilanza

In un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Salute segnala primi miglioramenti nei tempi di attesa


ministro schillaci

Il monitoraggio delle liste d’attesa mostra segnali di miglioramento, ma restano criticità legate alla qualità dei dati e alla gestione regionale. Lo afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale annuncia un rafforzamento delle verifiche e chiarisce l’impostazione della legge delega sulla riorganizzazione del sistema sanitario.

Secondo il ministro, la piattaforma nazionale di monitoraggio aggiornata da Agenas consente oggi una maggiore consapevolezza su come avviene la gestione regionale delle liste di attesa. I dati raccolti mostrano spesso trend di miglioramento, ma in alcuni casi emergono anomalie. Schillaci afferma che alcune Regioni tendono ad alterare i dati per far apparire la situazione più favorevole di quanto sia in realtà, e richiama la necessità di controlli mirati, anche con il coinvolgimento dei Nas.

Il ministro sottolinea che la gestione delle agende di prenotazione, il controllo dell’attività nelle strutture pubbliche e l’organizzazione del lavoro spettano ai direttori generali delle aziende sanitarie, nominati dalle Regioni. Il Ministero non ha poteri diretti di intervento sui manager, ma le norme impongono di garantire comunque la prestazione al cittadino, anche attraverso la libera professione o il ricorso alle strutture private accreditate.

Sul fronte della riforma, Schillaci respinge l’ipotesi di una riduzione dei presìdi ospedalieri e afferma che la legge delega aggiorna una normativa risalente a oltre dieci anni fa. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le strutture di eccellenza sul territorio nazionale, potenziare la rete dell’emergenza-urgenza e migliorare l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, con attenzione alla non autosufficienza e allo sviluppo dell’assistenza domiciliare.

Il ministro collega la riforma anche alla necessità di ridurre la mobilità sanitaria, i cosiddetti “viaggi della speranza”, in particolare per prestazioni che potrebbero essere erogate più vicino al luogo di residenza dei pazienti. L’integrazione con le Case di Comunità, l’assistenza domiciliare e la sanità digitale viene indicata come uno dei fattori in grado di rendere più efficiente la gestione delle liste di attesa.

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