Pnrr
16 Gennaio 2026Ricette valide un anno e fino a 12 confezioni di farmaci: nella bozza del dl misure per ridurre la burocrazia e garantire continuità terapeutica

Semplificare l’accesso alle cure per pazienti cronici e persone affette da malattie rare, riducendo gli adempimenti burocratici e assicurando una maggiore continuità terapeutica. È uno dei capitoli centrali della bozza del decreto-legge Pnrr, il provvedimento pensato per accelerare l’attuazione degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Nel testo, composto da 33 articoli, l’articolo 15 è dedicato alle “Misure urgenti di semplificazione a favore dei malati cronici e delle persone affette da patologie rare”. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il carico amministrativo su pazienti e medici, intervenendo in particolare sulle modalità di prescrizione e dispensazione dei farmaci.
La principale novità riguarda la durata e il contenuto delle ricette. La bozza prevede infatti il raddoppio della validità della prescrizione medica, che passerebbe dagli attuali 180 giorni a 360 giorni, consentendo quindi una copertura annuale delle terapie per i pazienti cronici. Contestualmente, il numero massimo di confezioni prescrivibili per singola ricetta aumenterebbe da 6 a 12. Per evitare accumuli e sprechi, la norma specifica che il farmacista continuerà a dispensare i medicinali in modo scaglionato, consegnando di volta in volta un quantitativo sufficiente a coprire 90 giorni di terapia, pur sulla base di una ricetta valida per un anno.
Un secondo intervento rilevante riguarda l’approvvigionamento dei farmaci salvavita e innovativi, spesso coperti da brevetto per indicazioni d’uso esclusive e forniti sul mercato da un unico operatore. In questi casi, per garantire un’adeguata continuità terapeutica, il decreto consentirebbe alle Regioni di ricorrere a procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando, come già previsto dal Codice dei contratti pubblici. Una possibilità pensata per evitare ritardi o interruzioni nelle forniture di terapie essenziali, in particolare nell’ambito delle malattie rare. Il testo è ora atteso al vaglio politico del Consiglio dei ministri.
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