caregiver familiare
13 Gennaio 2026Dall’aiuto economico alle tutele lavorative e previdenziali: ecco cosa prevede il provvedimento approvato su proposta della ministra Locatelli. Le associazioni dei pazienti: “Finalmente un intervento organico”
Dall’aiuto economico alle tutele lavorative e previdenziali. Queste alcune delle novità introdotte con l’approvazione, in Consiglio dei ministri, del disegno di legge “in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Il testo, presentato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, avvia ora l’iter parlamentare con procedura d’urgenza. Il cuore della misura è il riconoscimento giuridico del caregiver familiare e l’introduzione di un contributo economico esentasse fino a 400 euro al mese, destinato ai caregiver conviventi che garantiscono un impegno assistenziale particolarmente elevato. Il contributo spetterà a chi assiste il familiare per circa 13 ore al giorno, pari a oltre 91 ore settimanali, a condizione di avere un Isee annuo non superiore a 15mila euro. L’erogazione avverrà tramite Inps, con cadenza trimestrale o semestrale, e l’importo effettivo dipenderà dal numero delle domande, restando compatibile con eventuali misure regionali già attive.
Oltre al sostegno economico, il disegno di legge introduce un sistema di riconoscimento e tutele differenziate in base al carico assistenziale. Sono previste misure anche per i caregiver conviventi con un impegno tra le 30 e le 90 ore settimanali o tra le 10 e le 29 ore, così come per i caregiver non conviventi che prestano almeno 30 ore di assistenza alla settimana. Tra le principali novità figurano il diritto al congedo parentale, nel caso in cui la persona assistita sia un minore di 18 anni, la possibilità di usufruire di ferie e permessi solidali ceduti dai colleghi e una maggiore flessibilità per i giovani caregiver impegnati nel servizio civile. Per gli studenti, il provvedimento apre alla possibilità di esoneri dalle tasse universitarie e al riconoscimento dell’attività di cura come credito nei percorsi di formazione scuola-lavoro.
“Per la prima volta, con risorse certe inserite in legge di Bilancio, pari a 257 milioni di euro, diamo seguito a una proposta di legge che riconosce chi ama, cura e non vuole essere sostituito”, ha sottolineato la ministra Locatelli presentando il ddl. La ministra non ha nascosto alcune perplessità, in particolare sulla soglia Isee, giudicata troppo bassa e quindi limitativa della platea dei beneficiari. “Non posso dire di essere felicissima – ha ammesso – ma questo è un primo tassello molto importante. Mettiamo un punto fermo dal quale non si torna indietro e dal quale poter migliorare durante l’iter parlamentare e in futuro”. L’obiettivo, ha aggiunto, è dare una risposta concreta soprattutto a chi vive una “maratona continua” di assistenza, oltre le 91 ore settimanali.
Dal mondo delle associazioni dei pazienti e delle persone con disabilità arriva un giudizio complessivamente positivo. Per Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), “per la prima volta nel nostro Paese il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase di annunci e iniziative prive di risposte strutturali”. La Fish parla di un pacchetto di interventi di grande rilevanza sociale, che tocca il riconoscimento giuridico, le tutele previdenziali e lavorative e il sostegno economico, incidendo direttamente sulla tenuta del sistema di welfare e sulla qualità della vita di milioni di cittadini. L’auspicio della Federazione è che il Parlamento sappia rafforzare il testo, rendendolo “giusto, inclusivo e realmente efficace”, e si dice disponibile al confronto durante l’iter legislativo.
TAG: CAREGIVER, CDM
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