Riforma del Ssn
13 Gennaio 2026Federsanità, FNOPI e FNO TSRM e PSTRP chiedono che i decreti attuativi definiscano governance, valorizzazione delle professioni e investimenti sul territorio

L’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera e la revisione del modello del Servizio sanitario nazionale ha raccolto un consenso prudente da parte delle principali rappresentanze del sistema sanitario, che chiedono ora chiarezza nei decreti attuativi su ruoli, risorse e assetti di governance.
Per Federsanità, l’avvio della riforma rappresenta “un passaggio rilevante”, ma potrà produrre risultati solo se inserito in una visione sistemica capace di rafforzare l’assistenza territoriale e l’integrazione socio-sanitaria, in particolare per anziani, fragili e pazienti cronici. Il presidente Fabrizio d’Alba, direttore generale dell’Aou Policlinico Umberto I di Roma, sottolinea che la previsione di ospedali di terzo livello e di ospedali elettivi senza pronto soccorso introduce una più chiara differenziazione delle funzioni ospedaliere, utile a migliorare gli esiti di cura e ridurre le disuguaglianze territoriali. Nel nuovo assetto viene indicato come cruciale anche il riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, da valorizzare all’interno di reti territoriali multiprofessionali integrate con i servizi sociali e le aziende sanitarie.
Secondo d’Alba, la riforma dovrà inoltre rafforzare la governance pubblica del sistema, valorizzando il ruolo delle aziende sanitarie e degli enti locali come snodi strategici di programmazione e prossimità ai bisogni delle comunità. L’innovazione organizzativa, aggiunge, dovrà essere accompagnata da investimenti in personale, competenze manageriali, digitalizzazione e infrastrutture, evitando che le nuove architetture restino meri esercizi normativi. Federsanità ribadisce infine che la sostenibilità del Ssn non può essere perseguita a scapito dell’equità.
Sulla stessa linea, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) valuta positivamente la legge delega, considerandola un passaggio potenzialmente decisivo per dare continuità alla riforma avviata con il Dm 77/2022 e con gli investimenti del Pnrr, avvicinando il servizio ai luoghi di vita delle persone e rafforzando la collaborazione tra ospedale e territorio. Il presidente Diego Catania precisa tuttavia che il giudizio definitivo dipenderà da come i decreti attuativi renderanno effettivo il protagonismo di tutte le professioni sanitarie nei nuovi modelli organizzativi.
La Federazione chiede che nei decreti sia esplicitato il contributo delle professioni sanitarie e sociosanitarie nella presa in carico territoriale, nella prevenzione e diagnosi precoce, nell’assistenza domiciliare e nell’integrazione tra servizi sanitari e sociali. Secondo Catania, per rispondere alla crescente fragilità di una popolazione che invecchia sono necessari investimenti sul personale, maggiore attrattività delle professioni, riconoscimenti economici e valorizzazione delle competenze, comprese le potenzialità della telemedicina e delle tecnologie digitali.
Anche la Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (FNOPI) esprime un giudizio favorevole sulla delega, sottolineando la necessità che la riforma preveda sin dalla fase attuativa una centralità dei servizi di infermieristica territoriale, considerati uno snodo cruciale per pazienti e cittadini e per la promozione della salute e la gestione delle patologie.
Le tre organizzazioni convergono sulla necessità che i decreti attuativi traducano l’impianto della delega in scelte operative coerenti, con investimenti adeguati e una chiara definizione dei ruoli professionali e dei modelli organizzativi.
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