Farmaceutica
17 Dicembre 2025Il presidente di Farmindustria: “Nel 2025 record per produzione e occupazione, bene la Manovra ma senza il Testo unico a rischio investimenti e accesso ai farmaci”

Un export in crescita di oltre il 30%, una produzione industriale e un’occupazione in aumento e un ruolo sempre più centrale per l’economia del Paese. Ma anche un payback che nel 2025 raggiunge i 2,3 miliardi di euro e rischia di diventare insostenibile per le imprese. È questo il doppio volto dell’industria farmaceutica italiana emerso dalla conferenza di fine anno di Farmindustria, a Roma, durante la quale il presidente Marcello Cattani ha tracciato il bilancio del 2025 e indicato le priorità per il 2026. “Il 2025 è stato un anno ampiamente positivo – ha spiegato Cattani a margine dell’incontro con la stampa – se guardiamo ai numeri della produzione, dell’occupazione e soprattutto dell’export, che a fine anno cresce di oltre il 30%”.
Nei primi dieci mesi dell’anno le esportazioni farmaceutiche hanno raggiunto 58,8 miliardi di euro (+33,7% sul 2024), con una previsione di chiudere il 2025 poco sopra i 70 miliardi, confermando il settore come primo per crescita nell’industria manifatturiera italiana. Numeri che, secondo Farmindustria, certificano il valore strategico del comparto non solo sul piano economico ma anche sociale. “Ora – ha sottolineato Cattani – bisogna continuare a collaborare con il Governo per garantire più risorse al Servizio sanitario nazionale, valorizzare i farmaci, migliorare gli outcome e portare avanti riforme essenziali”. Tra le priorità indicate: meccanismi di early access più rapidi dopo l’approvazione EMA, tempi certi di valutazione, omogeneità di accesso ai farmaci tra le Regioni e una soluzione strutturale al nodo payback.
Sul fronte della Manovra 2026, il giudizio è positivo. L’emendamento che aumenta la quota di spesa farmaceutica viene definito “un passo importante”, frutto di un dialogo con l’Esecutivo in un contesto di bilancio “rigorista”. “Non boccio nulla della legge di Bilancio – ha detto Cattani – riconosciamo lo sforzo del Governo e la volontà di avviare nel 2026 un percorso strategico con il Testo unico della farmaceutica”. L’obiettivo dichiarato è ridurre il payback a un livello sostenibile: il Governo guarda al 13%, mentre i Ceo delle aziende chiedono di arrivare al 10%. “Le imprese non possono continuare a surrogare con donazioni ciò che dovrebbe essere coperto da risorse pubbliche”, ha avvertito il presidente di Farmindustria.
Più duro, invece, il giudizio sulla governance europea. Secondo Cattani, scelte regolatorie sbagliate e un approccio ideologico rischiano di compromettere la competitività del settore. «Il pericolo è mettere a rischio 100 miliardi di investimenti in Europa, di cui 25 miliardi in Italia nei prossimi dieci anni», ha avvertito, chiedendo “regole aperte, flessibili e velocità” per attrarre capitali e competenze. La partita, però, resta aperta: “Si può ancora cambiare rotta”. L’industria farmaceutica, ha concluso Cattani, “vive di innovazione e ricerca e sviluppo: se l’Italia vuole restare attrattiva deve garantire accesso rapido ai nuovi farmaci, sostenibilità dell’innovazione e una forte presenza industriale. È una sfida che riguarda il sistema Paese nel suo insieme”.
Anna Capasso
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