Inquinamento
09 Dicembre 2025Isde contesta il taglio di oltre il 75% dal 2026 al Fondo per il miglioramento dell’aria nel bacino padano

Il taglio di oltre il 75% delle risorse destinate dal 2026 al Fondo per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano è una scelta “irresponsabile” e in contrasto con le evidenze scientifiche, secondo ISDE – Medici per l’Ambiente, che esprime forte preoccupazione per le ricadute sanitarie legate alla Manovra di bilancio.
L’associazione richiama i dati del progetto “Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, condotto da ISDE insieme a Clean Cities Campaign e Kyoto Club, secondo cui la maggior parte delle città monitorate supera i nuovi limiti della direttiva europea 2881/2024 e, ancor più, i valori raccomandati dalle Linee guida OMS 2021. Il monitoraggio aggiornato al 30 novembre segnala 27 città e 58 stazioni di rilevamento con livelli di esposizione a PM2,5, PM10 e NO₂ incompatibili con la tutela della salute pubblica, con superamenti frequenti delle soglie giornaliere e medie annuali sopra i limiti europei in molte aree urbane, in particolare nel bacino padano, tra le zone più inquinate d’Europa.
ISDE sottolinea che proprio in alcune regioni del Nord si stavano osservando segnali iniziali di miglioramento grazie a politiche locali di contrasto all’inquinamento e che la riduzione delle risorse rischia di interrompere percorsi già avviati, penalizzando i territori più esposti.
Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2023 in Italia 43.000 decessi prematuri sono stati attribuiti all’esposizione al particolato fine PM2,5, il valore più elevato registrato in Europa. L’associazione evidenzia che il ridimensionamento del fondo comprometterebbe interventi essenziali su mobilità e trasporti, riduzione delle emissioni agricole, transizione del riscaldamento domestico verso tecnologie più pulite e programmi di monitoraggio e controllo ambientale.
«Tagliare gli investimenti sulla qualità dell’aria equivale a tagliare sulla salute dei cittadini – afferma Roberto Romizi, presidente ISDE –. L’inquinamento atmosferico è uno dei principali determinanti di malattia e morte prematura nel nostro Paese». L’associazione segnala che un aumento dell’esposizione può incidere su patologie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurologiche, colpendo in particolare bambini, anziani e soggetti vulnerabili.
ISDE chiede il ripristino integrale delle risorse previste nel 2024 per il risanamento dell’aria, l’avvio di un confronto urgente tra Governo, Regioni e Comuni, l’adozione di un Piano nazionale salute–aria coerente con i nuovi limiti europei e l’attivazione di un sistema di monitoraggio sanitario trasparente e accessibile, basato su indicatori di salute pubblica.
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