Tariffario
26 Settembre 2025La sentenza del Tar Lazio che ha annullato il decreto sul nuovo tariffario «non è un ostacolo ma un’opportunità per fare meglio». Lo ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci rispondendo al Question time al Senato

La sentenza del Tar Lazio che ha annullato il decreto sul nuovo tariffario «non è un ostacolo ma un’opportunità per fare meglio». Lo ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci rispondendo al Question time al Senato sulle modalità di assegnazione dei budget alle strutture sanitarie accreditate.
«Il Tar ci ha concesso trecentosessantacinque giorni non per perdere tempo, ma per costruire un sistema più equo e sostenibile, coinvolgendo ministero, Regioni e operatori – ha detto Schillaci –. Non possiamo permettere che criteri apparentemente oggettivi penalizzino automaticamente le strutture più piccole, che in molti territori rappresentano presidi di prossimità».
Il ministro ha richiamato il lavoro del Tavolo nazionale dell’accreditamento, istituito dalla legge 193 del 2024, come sede per definire criteri uniformi: «Non possiamo avere ventuno sistemi diversi che creano disparità. Serve un coordinamento nazionale che garantisca equità, pur nel rispetto delle competenze regionali».
Schillaci ha individuato quattro priorità per il nuovo percorso: criteri di qualità che valorizzino anche la funzione territoriale; trasparenza totale nelle procedure di assegnazione; confronto continuo con Regioni e associazioni di categoria; flessibilità territoriale per adattare i criteri alle diverse realtà.
Quanto al disegno di legge su mercato e concorrenza in discussione, il ministro ha precisato che l’obiettivo «non è eliminare la concorrenza, ma renderla intelligente, premiando chi fa meglio e non solo chi fa di più, tutelando la qualità senza pregiudicare i presidi territoriali».
Sulla situazione specifica della Sicilia, Schillaci ha ribadito che il ministero sta monitorando con attenzione: «Non accetteremo che la ricerca di efficienza si trasformi in desertificazione sanitaria. I cittadini più fragili hanno diritto a servizi accessibili, non solo teoricamente universali».
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