Oncologia
18 Settembre 2025Al vertice di Caserta confermati nuovi fondi e più controlli. L’oncologo Antonio Giordano: “Ferita ancora aperta, serve trasparenza”

“Qui nella Terra dei Fuochi ci sono persone che muoiono di cancro e continuano ad ammalarsi. La prevenzione e gli screening oncologici sono fondamentali per contrastare tante patologie”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci ha aperto ieri i lavori del vertice tenutosi in Prefettura a Caserta, con al centro l’attuazione del decreto-legge “Terra dei Fuochi”, varato dal governo a luglio. Schillaci ha sottolineato come il Ministero sia impegnato sul territorio già dal 2013 e ha richiamato la necessità di una nuova prospettiva: “Dobbiamo guardare a questo fenomeno con un’ottica moderna: la salute dell’uomo è legata a quella degli animali e all’ambiente. Sorveglianza sanitaria e prevenzione tempestiva sono strumenti decisivi per intervenire contro malattie gravi, soprattutto oncologiche”.
Il tavolo, presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con la partecipazione della viceministra dell’Ambiente Vannia Gava, ha fatto il punto sui primi risultati del decreto. In poco più di un mese, le forze dell’ordine hanno elevato sanzioni per 1,78 milioni di euro, controllato oltre 6.000 veicoli, effettuato 155 sequestri e registrato 148 denunce e 9 arresti. Sul fronte ambientale, sono stati stanziati 60 milioni di euro per interventi di bonifica e 10 milioni per la riqualificazione di aree degradate. È inoltre partito un progetto di videosorveglianza con droni dotati di intelligenza artificiale per contrastare discariche abusive e sversamenti illeciti. “La Terra dei Fuochi – ha ribadito Schillaci – non può più essere affrontata con strumenti emergenziali, ma con una strategia sanitaria e ambientale integrata. La prevenzione è la chiave per ridare futuro a queste comunità”.
Al dibattito si è aggiunto l’intervento dell’oncologo Antonio Giordano, direttore della Sbarro Health Research Organization, da anni in prima linea negli studi sul nesso tra tumori e interramento illecito di rifiuti. “La Terra dei Fuochi non è un marchio né un capitolo di bilancio: è una ferita aperta – ha dichiarato –. Qui si vive, si muore e si resiste. Ma c’è bisogno di verità scientifica, giustizia ambientale e trasparenza istituzionale. È finito il tempo delle analisi, è cominciato il tempo delle scelte”. Giordano ha ammonito contro il “negazionismo spudorato” che tende a ridurre il problema a sole patologie respiratorie, ignorando il legame tra inquinamento e cancro. Ha inoltre criticato la mancanza di una regia scientifica unitaria e la lentezza nella pubblicazione dei dati del Registro Tumori: “Si lavora con numeri fermi al 2021: come si può fare prevenzione con dati vecchi di quattro anni?”.
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