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Intervista

16 Settembre 2025

IA, genomica e prevenzione le chiavi per il futuro della sanità europea. L’intervista a Michele Picaro (Parlamento Ue)

Michele Picaro, eurodeputato e membro delle Commissioni Sanità e Ambiente, delinea la sua visione sulle priorità sanitarie dei prossimi anni


michele picaro

L’intelligenza artificiale, la genomica e la riduzione delle diseguaglianze territoriali sono i tre pilastri su cui costruire la sanità del futuro. A sottolinearlo è Michele Picaro, deputato al Parlamento europeo, in un’intervista a Sanità33.



L’onorevole Picaro ha recentemente partecipato a un convegno internazionale sull’intelligenza artificiale, tema su cui l’Europa ha già fissato un quadro regolatorio nel 2024. “L’IA è un’opportunità straordinaria per migliorare la qualità della vita – spiega – ma va definito con chiarezza il perimetro entro cui può operare, mantenendo un equilibrio tra progresso e centralità dell’essere umano”.

Il settore sanitario, osserva Picaro, sarà uno dei campi più impattati: “La capacità di incrociare miliardi di dati permetterà diagnosi più rapide, terapie personalizzate e ricerca accelerata. Ma la supervisione umana resta imprescindibile”.

Genomica e dati sanitari: accelerare la ricerca

Un altro capitolo decisivo è quello della genomica. “Con l’European Health Dataspace, entrato in vigore nel marzo 2025, abbiamo regole comuni per la raccolta e condivisione dei dati sanitari, inclusi quelli genomici – sottolinea Picaro –. Questo renderà più rapida la ricerca e l’introduzione dei test innovativi nella pratica clinica”.

L’Italia, aggiunge l’eurodeputato, “può assumere un ruolo guida nei consorzi europei per l’oncologia di precisione e le malattie rare, rafforzando i propri centri di eccellenza e portando i test di nuova generazione direttamente in corsia”.

Il nodo delle diseguaglianze territoriali resta centrale. “EU4Health e Horizon Europe offrono risorse per laboratori, infrastrutture e formazione. Dobbiamo sfruttarle per ridurre i divari storici tra le Regioni, creando reti di laboratori accreditati e percorsi diagnostico-terapeutici uniformi, inclusivi dei dati genomici. Solo così la medicina di precisione smetterà di essere un privilegio e diventerà un diritto per tutti”.

Picaro ricorda anche il suo recente intervento alle Nazioni Unite: “Stiamo creando sistemi Sentinel che incrociano dati ambientali e sanitari per prevenire le nuove emergenze. E la parità di genere nei bandi di ricerca aiuta a evitare algoritmi distorti e a studiare meglio la risposta differenziata ai farmaci”.

Due, per Picaro, le priorità assolute: “Invertire l’attuale squilibrio che vede il 95% della spesa sanitaria dedicato alle cure e solo il 5% alla prevenzione, e rafforzare la legislazione farmaceutica europea. Dobbiamo riportare in Europa la produzione dei farmaci critici, stimolare la ricerca e tutelare la proprietà intellettuale, così da garantire competitività e nuove terapie, in particolare per le malattie rare”.

Un approccio che, conclude, “va letto sempre alla luce dell’articolo 32 della Costituzione: la salute come diritto fondamentale, da difendere e rafforzare con politiche lungimiranti”.

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