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Fine vita

12 Settembre 2025

Fine vita, stop al Ssn e nuovo centro di coordinamento: il testo torna in Senato

Stop al servizio pubblico in tema di fine vita, "ferme restando le competenze del Centro di  coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali”


flebo

La legge sul fine vita torna in Senato, dopo la pausa estiva, con un “no” al coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale. Nei sette emendamenti depositati dai relatori, Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia), si stabilisce che né personale, né farmaci, né strumentazioni del Ssn possano essere utilizzati per agevolare l’esecuzione del proposito suicidario. Una scelta che, nelle intenzioni della maggioranza, serve a delimitare con nettezza il perimetro della legge, ribadendo al contempo il no all’eutanasia: in nessun caso la persona, si legge, può rivendicare un diritto ad “ottenere aiuto a morire”.

Accanto allo stop al Ssn, gli emendamenti modificano anche il contestato Comitato nazionale di valutazione, previsto nella precedente versione e affidato a nomina governativa. Al suo posto viene introdotto un Centro di coordinamento nazionale che opererà sulla base dei pareri dei comitati etici territoriali già esistenti. Un doppio vaglio che, però, allungherà sensibilmente i tempi: la risposta alle richieste dei malati arriverà fino a cinque mesi dopo la presentazione dell’istanza. Il presidente della commissione Sanità del Senato, Francesco Zaffini (FdI), ha parlato di un “percorso di buona volontà” compiuto dal centrodestra, ma che “qui si ferma”. Il riferimento è soprattutto alla scelta di cancellare il comitato nominato dall’esecutivo, considerata una concessione alle opposizioni.

Di tutt’altro segno i commenti dal fronte progressista. Per Alfredo Bazoli (Pd), l’esclusione del Ssn rappresenta un “contrasto palese e frontale con l’ultima sentenza della Corte costituzionale”. L’esponente dem giudica così ridotte al minimo le possibilità di un percorso condiviso verso una “buona legge sul fine vita”. Il provvedimento, fermo da oltre un anno in Parlamento e già rinviato in estate, vede ora i tempi ulteriormente dilatati: i subemendamenti potranno essere presentati fino al 23 settembre, ma l’avvio della sessione di bilancio a ottobre rischia di bloccare l’iter. Da qui la proposta della senatrice Mariolina Castellone (M5s) di proseguire i lavori anche durante l’esame della manovra per non rinviare ulteriormente la discussione.

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