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09 Settembre 2025

Payback dispositivi, Fifo: proroga subito. Confimi: Rischio collasso per le Pmi

In una nota Sveva Belviso, presidente di Fifo Sanità Confcommercio, annuncia di aver scritto al ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) per ottenere una proroga del payback


payback dispositivi medici

Richiesta di rinvio immediato della scadenza del 9 settembre per il pagamento del payback sui dispositivi medici. In una nota Sveva Belviso, presidente di Fifo Sanità Confcommercio, annuncia di aver scritto al ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) per ottenere una proroga: “Le Pmi che hanno manifestato l’intenzione di procedere al pagamento nella misura ridotta sono attualmente impossibilitate per problemi di liquidità per cause a loro non imputabili”.

Secondo Fifo, la norma che consente l’accesso ai finanziamenti garantiti è entrata in vigore il 10 agosto, con termini di pagamento fissati al 9 settembre e ulteriori criticità legate alla chiusura al pubblico di molti istituti di credito durante il periodo estivo. La richiesta al Mef è di rinviare l’attuale termine “ad una successiva data, consentendo alle imprese di ultimare le pratiche per l’ottenimento dei finanziamenti necessari”.

Sul fronte delle compensazioni, Fifo sollecita inoltre una comunicazione chiara alle Regioni: “Occorre che possano operare esclusivamente sul 25% degli importi indicati nei provvedimenti, così come stabilito dalla Corte costituzionale. Una diversa applicazione si tradurrebbe in un’ulteriore penalizzazione per il settore, con grave pregiudizio per la continuità aziendale”.

Preoccupazione anche da Confimi Industria Sanità. “Le banche non concedono prestiti in tempi utili: le aziende che entro domani devono versare alle Regioni le quote payback 2015-2018 non hanno liquidità immediata: rischiamo il collasso”, dichiara Massimo Pulin, presidente di Confimi, che chiede un intervento delle istituzioni per salvaguardare la filiera dei dispositivi medici.

Confimi ricorda che migliaia di Pmi sono chiamate al versamento e segnala un quadro disomogeneo: Veneto ed Emilia Romagna hanno inviato subito, dopo l’entrata in vigore della legge, le richieste aggiornate con lo sconto del 25%; la maggior parte delle altre Regioni lo ha fatto a inizio settembre, mentre alcune hanno delegato alle imprese il calcolo della quota. Il ritardo ha costretto molte aziende a rivolgersi solo nell’ultima settimana agli istituti di credito, scontrandosi con i tempi della burocrazia.

L’associazione chiede che il Mef, “come promesso durante i tavoli sul payback”, attivi immediatamente una comunicazione all’Abi per raccomandare la velocizzazione delle procedure di finanziamento. Inoltre, Confimi sollecita le Regioni a considerare come “manifestazione di pagamento” la comunicazione dell’attesa del mutuo da parte delle Pmi, come già ipotizzato nell’ultima riunione con l’Emilia Romagna.

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