Responsabilità
10 Giugno 2025Un medico italiano su tre ha affrontato almeno una denuncia durante la sua carriera, ma solo il 3% dei procedimenti si conclude con una condanna. ''Da medico conosco l'argomento e mi sono molto interessato quando facevo il rettore” ha detto al convegno il ministro della Salute Orazio Schillaci. “I medici non se lo meritano"

Un medico italiano su tre ha affrontato almeno una denuncia durante la sua carriera, ma solo il 3% dei procedimenti si conclude con una condanna. È questo uno dei dati più allarmanti che emergono dalla nuova indagine del Centro Studi Anaao Assomed, presentata a Roma durante il convegno “Ma che colpa abbiamo noi. I confini della responsabilità professionale in sanità”. Un quadro preoccupante che rivela una sanità sempre più esposta al rischio giudiziario, in particolare per i professionisti che operano in ambiti ad alta intensità tecnica come la chirurgia.
''Da medico conosco l'argomento e mi sono molto interessato quando facevo il rettore a Tor Vergata” ha detto nel suo intervento al convegno il ministro della Salute Orazio Schillaci. “I medici non se lo meritano, lavorano e sostengono il Ssn, che io difendo. Il nostro è un modello unico che va preservato. Credo che si debba affrontare il problema dello scudo penale, penso al pronto soccorso e le chirurgie dove ci sono difficoltà legate all'organizzazione e il medico non si merita di trovarsi davanti a denunce penali. Quando arriva un avviso di garanzia ad un medico gli crolla il mondo addosso. Questo mina la sua sicurezza nel lavoro, può generare se si di colpa immeritato e il sistema è più fragile. C'è il mio impegno per lavorare su questo tema e ci sono diversi veicoli legislativi e cercheremo il più opportuno per rendere stabile entro la fine dell'anno lo scudo penale che è in scadenza. Vogliamo dare sicurezza ai medici'' ha sottolineato il ministro.
''Bisogna ricostruire il rapporto di fiducia tra medico e paziente, è un rapporto cambiato perché si sono modificate le condizioni e la sanità” ha aggiunto Schillaci. “Negli ultimi anni è capitato a me durante l'attività clinica di trovarmi di fronte pazienti informati, che su Internet hanno trovato tutto e il contrario di tutto, pensano a volte erroneamente di saperne di più di noi. I medici sono stati sempre pronti a confrontarsi con i cambiamenti. Serve un patto tra medici, operatori sanitari e pazienti, per rinnovare e ricostruire al meglio il Ssn con empatia e fiducia. Rispetto alla denunce verso i medici forse non va usato il termine depenalizzazione, non c'è nessuno sconto a nessuno, e non c'è la volontà di togliere le garanzie al malato, chi lavora può sbagliare e succede anche ai più esperti. Se c'è l'errore è giusto risarcire i pazienti e nessuno si tira indietro. Serve una legge che dia sicurezza agli operatori sanitari e non tolga nulla ai malati che si trovano ad aver subito un errore che fa parte di ogni mestiere'' ha concluso Schillaci.
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