Made in Italy
09 Aprile 2025iI Ministro Orazio Schillaci è intervenuto all’evento “Made Safe – Strategie e programmi di sviluppo in sinergia tra pubblico e privato nell’ambito della filiera agroalimentare e dell’export” parlando di Made in Italy e dieta mediterranea

“Quando parliamo di Made in Italy, parliamo di prodotti sani, tipici e di qualità, parte integrante della dieta mediterranea, modello alimentare salutare riconosciuto in tutto il mondo. Ma Made in Italy significa anche sicurezza, e garantire questa sicurezza è uno dei compiti fondamentali del Ministero della Salute”. Così il Ministro Orazio Schillaci è intervenuto all’evento “Made Safe – Strategie e programmi di sviluppo in sinergia tra pubblico e privato nell’ambito della filiera agroalimentare e dell’export”, organizzato dal Ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy 2025.
Il Ministro ha posto l'accento sul ruolo decisivo della prevenzione sanitaria e del sistema di controlli veterinari, veri pilastri a tutela della qualità e della competitività del comparto agroalimentare italiano: “È essenziale puntare sul sistema di prevenzione dei controlli veterinari, un lavoro capillare e costante che coinvolge Ministero, uffici periferici, Asl, Regioni, la rete degli Istituti zooprofilattici, l’Istituto Superiore di Sanità e i Nas”.
Schillaci ha inoltre lanciato un monito sul riemergere di malattie in Europa un tempo considerate debellate: “È stato evidenziato come in Europa siano riemerse patologie fino a poco tempo fa assenti o ritenute eradicate. Questo fenomeno rischia di portare alla chiusura di mercati esteri per timore dell’importazione di agenti patogeni, con la conseguente creazione di barriere sanitarie e gravi ripercussioni economiche”.
Nel suo intervento, il Ministro ha snocciolato i dati relativi ai controlli effettuati nel corso del 2023, a testimonianza dell’impegno istituzionale per la tutela della salute pubblica e della filiera alimentare:
“Quattrocentomila controlli con ispezioni audit sugli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della filiera; quasi 80 mila attività di campionamento e analisi, l'applicazione del Piano nazionale dei residui dei farmaci veterinari con quasi 25 mila campioni analizzati. Nel settore delle carne, poi sono stati eseguiti più di 30 mila campioni per rischi chimici e microbiologici e ancora sono 25 milioni le analisi di laboratorio effettuate annualmente dalla rete degli istituti zooprofilattici". Numeri che, sottolinea Schillaci, “mostrano l’estensione e la qualità del nostro sistema di sorveglianza. È fondamentale continuare a investire in strumenti che potenzino la prevenzione, il controllo, la ricerca e la formazione”.
“Il comparto agroalimentare italiano – ha concluso Schillaci – è uno dei settori portanti della nostra economia e della nostra identità. Proteggerlo significa tutelare il Made in Italy, ma anche promuovere un modello di sviluppo sano, sostenibile e riconosciuto nel mondo”.
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