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08 Aprile 2025Negli Stati Uniti è in atto una fuga di cervelli che rischia di minare il cuore pulsante dell’innovazione scientifica e tecnologica. A lanciare l’allarme è Science, in un editoriale pubblicato il 3 aprile scorso

Negli Stati Uniti è in atto una fuga di cervelli che rischia di minare il cuore pulsante dell’innovazione scientifica e tecnologica. A lanciare l’allarme è Science, in un editoriale firmato da Stefan Raff-Heinen e Fiona E. Murray, pubblicato il 3 aprile scorso.
Secondo la rivista, i tagli ai finanziamenti federali stanno spingendo un numero crescente di scienziati e ricercatori altamente qualificati a cercare opportunità all’estero, in Paesi dove il sostegno pubblico alla ricerca è più solido. “I tagli al sostegno alla ricerca in tutte le istituzioni universitarie stanno provocando una fuga di cervelli. I ricercatori statunitensi cercano opportunità in altri Paesi con un sostegno pubblico più forte alla scienza”, scrivono gli autori. E i segnali sono concreti: “La Max Planck Society in Germania ha registrato un’impennata di domande da parte di ricercatori statunitensi e sta ampliando i suoi programmi per accoglierli”.
Il fenomeno riguarda in particolare la cosiddetta deep tech, l’innovazione scientifica ad alto impatto che richiede anni di ricerca, risorse specialistiche, rischi calcolati e un forte sostegno finanziario. “Senza un sostegno federale costante, il Paese rischia di perdere il suo vantaggio tecnologico, compromettendo la competitività economica e la sicurezza nazionale”, avvertono Raff-Heinen e Murray.
La profonda connessione tra università, fondi pubblici e capitale di rischio è il motore del progresso in settori chiave come l’intelligenza artificiale applicata alla medicina, la produzione di acciaio a basse emissioni, o nuovi sistemi di refrigerazione non inquinanti. Tutto questo però richiede laboratori, attrezzature specialistiche e tempo: condizioni che oggi, negli Stati Uniti, vengono sempre meno garantite.
Il rischio è che il modello che ha reso gli Stati Uniti il centro dell’innovazione mondiale si stia sgretolando. “Il Paese ha costruito la sua supremazia tecnologica investendo sul lungo periodo”, ricordano gli autori, citando casi come i vaccini mRNA o le tecnologie aerospaziali. Ma oggi quel lungo periodo rischia di non esserci più.
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