Dazi
02 Aprile 2025Oggi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncerà ufficialmente l'introduzione di dazi sulle importazioni di farmaci, confermando un provvedimento che potrebbe avere ripercussioni significative per il settore farmaceutico globale

Oggi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncerà ufficialmente l'introduzione di dazi sulle importazioni di farmaci, confermando un provvedimento che potrebbe avere ripercussioni significative per il settore farmaceutico globale. "Ci hanno sfruttato per 40 anni, forse di più. Non succederà più", ha dichiarato Trump, sottolineando che gli Stati Uniti non vogliono più dipendere dall'estero per i farmaci, come avvenuto durante la pandemia di Covid-19. L'aliquota esatta dei dazi non è stata rivelata, ma il presidente ha assicurato che sarà sufficiente a incentivare le aziende farmaceutiche a rilocalizzare la produzione negli Stati Uniti.
L'impatto economico del provvedimento potrebbe essere considerevole. Secondo un'analisi del settore, l'introduzione di dazi reciproci al 25% potrebbe comportare un aggravio di costi di 76,6 miliardi di dollari per l'intera industria farmaceutica globale, di cui 2,5 miliardi solo per le imprese italiane. Attualmente, il valore dell'export farmaceutico italiano verso gli Stati Uniti supera i 10 miliardi di euro, con la quasi totalità dei prodotti non soggetti a tariffe doganali. L'introduzione di dazi potrebbe quindi incidere in modo significativo sulla filiera produttiva.
"Bisogna puntare sulla negoziazione, ma da una posizione di forza, per escludere i farmaci dai dazi degli Stati Uniti". ha affermato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, a margine dell'evento su 'Ricerca e futuro' organizzato da Farmindustria. "La negoziazione politica per i dazi Usa - ha sottolineato - è ancora aperta da parte della Commissione Europea e c'è un grande lavoro da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani con il commissario europeo al Commercio per cercare di escludere possibilmente un bene primario come i farmaci dai dazi". Secondo Cattani, "se i dazi dovessero arrivare sui farmaci, ci sarebbe in impatto immediato nella possibile carenza di medicinali per i cittadini americani, nonché un aumento dei costi non solo dei farmaci ma del sistema di cura statunitense". I dazi inoltre, ha aggiunto, "frenano leconomia e aumentano l'inflazione". Quindi, ha concluso, "la nostra fiducia è nell' attività del governo con la Commissione Europea per una negoziazione che, magari, non sarà di successo nell'immediato ma che potrebbe poi avere un esito per un capitolo strategico come i farmaci".
Nei giorni scorsi Cattani ha espresso grande preoccupazione per la misura: "La minaccia di dazi è un rischio concreto per le nostre aziende e per l'intera filiera manifatturiera farmaceutica. Avrebbe però contraccolpi anche per gli Usa e per i suoi cittadini". Cattani ha sottolineato inoltre come un'aliquota al 25% rappresenterebbe un costo di oltre 2,5 miliardi per il comparto italiano, con potenziali ripercussioni sull'accessibilità ai farmaci e sui prezzi. "È importante l'opera forte di convincimento da parte della Commissione europea e del Governo italiano, che molto sta facendo per scongiurare questo scenario, che non farebbe bene a nessuno".
Sul tema si è espresso anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha invitato alla cautela ma senza rinunciare alla difesa delle imprese italiane. "Non dobbiamo piegare la testa, ma neanche essere anti-americani. Bisogna trovare una soluzione che permetta a tutte le imprese italiane di non subire danni. I dazi non fanno bene a nessuno", ha dichiarato Tajani.
L'industria farmaceutica europea, e in particolare quella italiana, guarda con apprensione agli sviluppi della vicenda. Se i dazi dovessero entrare in vigore il 2 aprile senza accordi preventivi, potrebbero innescare una serie di conseguenze economiche e commerciali difficili da gestire. L'attenzione resta alta, con le istituzioni europee e nazionali impegnate in un'intensa attività diplomatica per scongiurare scenari penalizzanti per il settore.
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