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17 Marzo 2025

Malattie infettive, da morbillo a pertosse negli Usa preoccupazioni crescenti sulla recrudescenza

Secondo un'analisi pubblicata da Nature, le scelte politiche in materia di salute pubblica, unite alla disinformazione sui vaccini e alla riduzione dei finanziamenti ai programmi di immunizzazione, stanno mettendo a rischio la gestione e la prevenzione di patologie come il morbillo, la pertosse e la rosolia


vaccinzione

Le attuali politiche sanitarie degli Stati Uniti potrebbero favorire la recrudescenza di malattie infettive precedentemente sotto controllo. Secondo un'analisi pubblicata da Nature, le scelte politiche in materia di salute pubblica, unite alla disinformazione sui vaccini e alla riduzione dei finanziamenti ai programmi di immunizzazione, stanno mettendo a rischio la gestione e la prevenzione di patologie come il morbillo, la pertosse e la rosolia.

L’allarme è particolarmente sentito in Texas, dove un'epidemia di morbillo ha già colpito oltre 250 persone, causando il decesso di un bambino non vaccinato. Situazioni simili sono state registrate anche in Oklahoma e New Mexico. Gli esperti temono che, senza un adeguato supporto alle campagne vaccinali, epidemie sporadiche possano trasformarsi in focolai più ampi e duraturi.

Negli Stati Uniti, il tasso di vaccinazione contro il morbillo è sceso al 93% durante la pandemia di Covid-19 e non è ancora risalito al livello di sicurezza del 95% necessario per garantire l’immunità di gregge. In alcune aree critiche, come la regione texana colpita dall’epidemia, il tasso di copertura è persino sceso all’82%, creando le condizioni ideali per la diffusione del virus.

Oltre alla questione vaccinale, la crescente resistenza agli antibiotici rappresenta un'altra minaccia per la salute pubblica. Politiche che non promuovono un uso responsabile degli antimicrobici stanno contribuendo alla diffusione di ceppi batterici resistenti, rendendo sempre più difficile il trattamento di infezioni comuni.

Di fronte a questi rischi, gli esperti sollecitano un ritorno a politiche sanitarie basate su evidenze scientifiche. Investire nei programmi di vaccinazione, promuovere l’educazione sanitaria e implementare misure efficaci per il controllo dell’uso degli antibiotici sono passi fondamentali per evitare un’ondata di malattie prevenibili e garantire la sicurezza della popolazione. Tuttavia, l’attuale indirizzo dell’amministrazione sanitaria Usa, guidata da Robert F. Kennedy Jr, desta non poche preoccupazioni. L'ipotesi che i CDC possano riesaminare il presunto legame tra vaccini e autismo – una teoria già ampiamente smentita dalla comunità scientifica – è vista da molti esperti come un segnale allarmante della deriva della sanità pubblica americana.

Se i tassi di vaccinazione continueranno a scendere, avvertono gli epidemiologi, gli Stati Uniti rischiano di perdere lo status di "paese libero dal morbillo", ottenuto nel 2000, aprendo la porta a nuove epidemie e a una crisi sanitaria evitabile.

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