Malettie Renali
18 Ottobre 2024Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati e primo firmatario della nuova proposta di legge è intervenuto al 65esimo Congresso Sin

"Solo un paziente su 10 in Italia è consapevole della propria condizione renale, il che rende indispensabile uno screening mirato e tempestivo per prevenire l'evoluzione della malattia verso l'insufficienza renale". Così Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati e primo firmatario della nuova proposta di legge sulla malattia renale cronica (Mrc), è intervenuto da remoto al 65esimo Congresso nazionale della Società italiana di nefrologia (Sin), in corso a Riccione.
La proposta di legge, ora incardinata presso la Commissione Affari sociali della Camera, mira a implementare programmi di screening nazionali per individuare precocemente i pazienti a rischio di Mrc, destinata a diventare la quinta causa di morte entro il 2040 a livello globale. Come ha spiegato Mulè nel suo intervento, esperienze internazionali, in particolare dagli Stati Uniti, hanno dimostrato l'efficacia di programmi di screening che hanno coinvolto milioni di persone, contribuendo a individuare precocemente i pazienti a rischio. "Noi dovremmo seguire il loro esempio - ha aggiunto - soprattutto riguardo a diabete e celiachia, ma applicando queste misure anche alla Mrc per tutelare i nostri cittadini".
Il vicepresidente della Camera ha inoltre ricordato i benefici della legge da lui promossa nel 2021 e relativa alla diffusione obbligatoria dei defibrillatori, che ha ridotto la mortalità cardiaca del 90% nei casi in cui l'intervento è avvenuto entro i primi minuti dall'evento. Ora la grande sfida riguarda le malattie renali, che hanno un impatto economico notevole sul Servizio sanitario nazionale, soprattutto per i costi della dialisi. Nel chiudere il suo intervento, Mulè ha espresso l'auspicio che la legge sulla Mrc possa essere approvata entro la prima metà del 2025, e che il Senato possa ratificarla in tempi brevi. "Il nostro obiettivo è anticipare le sfide future e garantire una diagnosi precoce per ridurre i decessi e i costi sanitari legati alla malattia renale cronica", ha concluso.
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