Medici
17 Settembre 2024"Ribadiamo l'impegno del Governo a mettere in atto con celerità ulteriori misure anti aggressioni, a difesa di chi difende la nostra salute", dichiara il sottosegretario Marcello Gemmato in merito all’iniziativa di protesta organizzata ieri davanti al Policlinico Riuniti di Foggia

"Ribadiamo l'impegno del Governo a mettere in atto con celerità ulteriori misure anti aggressioni, a difesa di chi difende la nostra salute". Queste le parole del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato in merito all’iniziativa di protesta organizzata ieri davanti al Policlinico Riuniti di Foggia, teatro di uno degli ultimi episodi di violenza in corsia. "Sono al fianco dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari, degli studenti e degli specializzandi che hanno manifestato – aggiunge il sottosegretario - Come espresso in Prefettura a Foggia, quando ho incontrato alcuni dei professionisti sanitari l'indomani la nota aggressione di cui sono stati vittime, ritengo giusto - continua Gemmato - manifestare e far sentire la propria voce, per ripristinare il diritto a lavorare per la salute dei cittadini in serenità e soprattutto in sicurezza".
Ieri si sono riuniti all'ingresso del Policlinico medici e personale sanitario per dare concretezza alle proteste che da settimane stanno portando avanti. È arrivata però la risposta di sostegno da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci che assicura: "Nel giro di un mese vogliamo portare a casa la nuova misura normativa" anti-aggressioni agli operatori sanitari, ma "c'è necessità anche di formazione degli operatori" e di far capire ai cittadini il "valore di chi si prende cura di noi". Di fronte all'ondata di violenza che cresce contro gli operatori "i medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri, le professioni sanitarie ex legge 43/2006 vogliono risposte, vogliono tornare ad essere il fulcro delle cure, vogliono continuare a curare, ma in sicurezza". Ecco perché, dopo la manifestazione in Puglia, Pierino Di Silverio, Guido Quici e Antonio De Palma, leader di Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up annunciano una nuova mobilitazione: “Il 20 novembre scenderemo di nuovo in piazza a Roma per denunciare le condizioni in cui lavorano migliaia di professionisti sanitari, invitando tutte le forze sociali alla condivisione di idee e proposte".
È arrivata la solidarietà ai colleghi anche da parte del presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli. “Scendere in piazza è molto importante: è ora di dire basta a tutta questa violenza. Il diritto alla salute che i professionisti garantiscono non può essere disgiunto dal diritto alla sicurezza", sottolinea Anelli. In un'intervista a 'il Giornale', Anelli evidenzia come "il diritto alla salute che i professionisti della salute garantiscono - avverte - non può essere disgiunto dal diritto alla sicurezza. Senza sicurezza, difficilmente l'assistenza potrà essere garantita con la massima efficienza. Questi episodi che alimentano la paura e l'angoscia spingeranno sempre più i professionisti ad abbandonare il Servizio sanitario nazionale. L'effetto sarà la compromissione non solo della qualità e dell'universalità dell'assistenza, ma anche della stabilità sociale, così importante in questo momento storico". L'arresto in flagranza differita per chi aggredisce il personale sanitario - come avvenuto la scorsa settimana per un 18enne che aveva preso a calci e pugni un infermiere - “come misura d'emergenza può essere molto utile e un ottimo deterrente”, ha precisato Anelli.
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