Governo e Parlamento
25 Luglio 2024"Bene la nuova legge" sulle liste d'attesa, che però "è solo un primo passo verso un cambiamento che dovrà concretamente realizzare e mettere in atto il principio dell'appropriatezza prescrittiva e della qualificazione della domanda di salute". Lo sottolinea Fabrizio d'Alba, presidente nazionale di Federsanità

"Bene la nuova legge" sulle liste d'attesa, che però "è solo un primo passo verso un cambiamento che dovrà concretamente realizzare e mettere in atto il principio dell'appropriatezza prescrittiva e della qualificazione della domanda di salute". Lo sottolinea Fabrizio d'Alba, presidente nazionale di Federsanità e direttore generale dell'Aou Policlinico Umberto I di Roma, dopo l'approvazione definitiva del provvedimento.
La legge "introduce un nuovo sistema di monitoraggio e strumenti di controllo che vede in prima linea le Regioni e il ministero della Salute e, in questo senso - rimarca d'Alba - è importante sottolineare che venga avviato un processo di ottimizzazione della struttura dell'offerta parallelamente alle azioni di incremento della stessa. Siamo pronti a collaborare attivamente, dall'interno delle nostre strutture sanitarie, per potenziare l'offerta ma, al contempo, promuovendo iniziative finalizzate al perseguimento dell'appropriatezza prescrittiva per evitare il 'rischio' di una crescita della domanda non collegata ai reali bisogni sanitari dei cittadini, che potrebbe determinare un incremento di spesa per il servizio sanitario nazionale. Non lavorare sul versante della corretta qualificazione della domanda - avverte - espone peraltro al rischio che i due principali attori di tale processo, ovvero i cittadini ed i professionisti della salute, non siano sollecitati, i primi ad un uso responsabile della risorsa pubblica ed i secondi ad avere o mantenere una costante tensione nel perseguimento degli obiettivi di appropriatezza prescrittiva".
L'obiettivo per Federsanità, si legge in una nota, è "garantire una maggiore accessibilità alle cure specialistiche in tutti i territori, riducendo certamente i tempi di attesa ma, al contempo, migliorando la qualità dei servizi sanitari offerti". Ciò "passa dalla valorizzazione dei professionisti. In questo senso, plauso al superamento del tetto di spesa a partire dal 2025, e all'utilizzo delle nuove tecnologie digitali che possono aiutare a gestire in modo razionale le liste d'attesa e rivelarsi di grande supporto agli specialisti durante tutto il percorso di cura".
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