Medicina
01 Dicembre 2022 “La risposta globale all'Hiv è ora in pericolo, a seguito del rallentamento subìto durante la pandemia Covid-19". A mettere in guardia è l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), in occasione della Giornata mondiale dell'Aids, che si celebra il primo dicembre in tutto il mondo con iniziative di testing ed eventi per informare, soprattutto i più giovani
“La risposta globale all'Hiv è ora in pericolo, a seguito del rallentamento subìto durante la pandemia Covid-19". A mettere in guardia è l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), in occasione della Giornata mondiale dell'Aids, che si celebra il primo dicembre in tutto il mondo con iniziative di testing ed eventi per informare, soprattutto i più giovani.
I numeri parlano chiaro. Solo nel 2021, nel mondo, 650.000 persone sono morte a causa dell'Hiv e 1,5 milioni di persone si sono contagiate. Dalla prima diagnosi, avvenuta 41 anni fa, l'Hiv ha causato 40,1 milioni di vittime nel mondo e la trasmissione madre-figlio è ancora una realtà in molti Paesi in via di sviluppo. Tanto che, alla fine del 2021, nel mondo si contavano 38,4 milioni di persone che vivevano con l'Hiv, di cui due terzi in Africa.
Nonostante le tante sperimentazioni avviate e in corso, non esiste una cura definitiva né un vaccino approvato per questo virus che prende di mira il sistema immunitario rendendolo vulnerabile a infezioni e alcuni tipi di tumore. Ma il crescente accesso alla diagnosi precoce e al trattamento con i farmaci antiretrovirali che impediscono la replicazione e la trasmissione del virus, ha reso questa malattia una condizione cronica gestibile, se diagnosticata per tempo.
L'Oms per la Giornata mondiale invita a "raddoppiare gli sforzi per evitare lo scenario peggiore di 7,7 milioni di decessi nei prossimi 10 anni". All'insegna della call to action "Equalize", invita ad "affrontare con coraggio le disuguaglianze" che frenano i progressi verso gli obiettivi del Programma delle Nazioni Unite UNAIDS per il 2030: diagnosticare l'infezione almeno al 95% delle persone che l'hanno contratta, fare accedere alla terapia almeno il 95% dei diagnosticati e raggiungere la soppressione virale in almeno il 95% di quelli in terapia.
Oltre a mantenere alta l'attenzione sul tema è importante però anche adeguare gli strumenti legislativi ai progressi scientifici degli ultimi anni. Per questo, sono ripresi i lavori per aggiornare la legge 135, che risale al 1990. È stata incardinata in Commissione Affari Sociali della Camera la pdl presentata dal deputato Mauro D'Attis (Forza Italia), che prosegue il lavoro parlamentare della precedente legislatura.
Oltre a facilitare gli screening dell'Hiv nei minorenni senza l'autorizzazione dei genitori, punta a incentivare la distribuzione gratuita di strumenti di prevenzione, tra cui la Prep, o profilassi pre-esposizione, per le persone maggiormente esposte al contagio. Nella scorsa legislatura la Commissione Affari Sociali aveva sostanzialmente concluso l'esame della proposta di legge, il cui iter era stato rallentato dalla difficoltà a trovare coperture finanziarie. Il testo della pdl ripropone quello risultante dagli emendamenti approvati al termine del lavoro che la conclusione anticipata della legislatura ha impedito approdasse in Aula.
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