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05 Giugno 2024

Liste attesa, Schlein: nel decreto misure già previste e senza mettere un euro

"È un decreto fuffa quello con cui pensano di affrontare le liste di attesa. Non lo dico soltanto io o il Partito democratico, lo dicono le regioni e gli esperti che si cerca di facilitare il privato quando per affrontare strutturalmente le liste di attesa". Così la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein


Liste attesa, Schlein: nel decreto misure già previste e senza mettere un euro

"È un decreto fuffa quello con cui pensano di affrontare le liste di attesa per cui gli italiani aspettano anche due anni per una gastroscopia senza mettere risorse, la presa in giro che hanno fatto ai cittadini a 5 giorni dal voto. Non lo dico soltanto io o il Partito democratico, lo dicono le regioni della destra e gli esperti che è un decreto fuffa con dentro delle misure già previste e senza mettere un euro in più, anzi si cerca di facilitare il privato quando per affrontare strutturalmente le liste di attesa, lo sanno tutti, bisogna evitare che si svuotino i reparti". Così la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a Bari per la campagna elettorale, sulla decisioni del governo sulle liste d'attesa. "Possono fare una cosa semplice ha detto ma per ideologia non lo fanno. Possono votare la legge che abbiamo presentato a mia prima firma che chiede di fare quello che serve: più risorse sulla sanità pubblica e sbloccare il tetto alle assunzoni che ha messo il governo Berlusconi nel 2009 in cui Giorgia Meloni era ministra. Se vogliono davvero salvare la sanità pubblica votino insieme a noi quella legge perché questo decreto fuffa, in realtà, contiene misure già previste, non mette risorse a disposizione e rischia di agevolare e rafforzare ulteriormente il privato quando serve fare nuove assunzioni per il pubblico per eliminare le liste d'attesa". "Quindi, è molto semplice: servono più risorse e un piano straordinario di assunzioni nel pubblico". "L'unica cosa positiva ha concluso Schlein è che questo decreto dimostra che avevamo ragione noi e abbiamo costretto Meloni a darci ragione, ovvero a certificare che non hanno messo risorse sufficienti per abbattere le liste d'attesa".
"Le critiche, arrivate già ieri dalle Regioni governate dalla maggioranza, indicano che il provvedimento" del Governo sulle liste d'attesa "è debole, senza visione e non affronta in modo strutturale i problemi dei servizi regionali. Altra occasione persa", perché "aspettavamo una rivoluzione", invece "non c'è neanche manutenzione" sottolinea dal canto suo Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo Pd in Senato, ex ministro della Salute.

"Misure come il Cup unico regionale e le visite nei weekend analizza in una nota senza adeguati finanziamenti e risorse umane, rischiano di essere inapplicabili. L'inserimento della flat tax senza coperture è il segnale di un'iniziativa fatta all'ultimo minuto, per evitare che il provvedimento fosse completamente senza contenuto".
"La sanità pubblica avverte Lorenzin ha bisogno di interventi strutturali e pianificati a lungo termine. È fondamentale investire in risorse umane, tecnologie e infrastrutture. Solo attraverso una pianificazione oculata e finanziamenti adeguati potremo garantire un servizio sanitario efficiente e di qualità. L'ennesimo rinvio alla legge di Bilancio non depone a favore del prossimo futuro e ci lascia con l'amaro in bocca di una proposta più elettorale che strutturale".

TAG: LISTE ATTESA

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