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Governo e Parlamento

12 Luglio 2023

Al via l’Intergruppo parlamentare su Alzheimer e neuroscienze. Il punto sulle priorità

È appena stato costituito un intergruppo parlamentare con l’obiettivo di promuovere la ricerca clinica sulle demenze e supportare il contrasto all’Alzheimer sia in parlamento che nel paese. Il ruolo dell’intergruppo sarà quello di sensibilizzare l’azione politica e aumentare l’attenzione e il confronto pubblico nei confronti dell’Alzheimer, della diagnosi precoce della malattia e della presa in carico del paziente


Un intergruppo parlamentare per le neuroscienze e l’Alzheimer. È appena stato costituito con l’obiettivo di promuovere la ricerca clinica sulle demenze e supportare il contrasto alla malattia dell’Alzheimer sia in parlamento che nel paese. Il ruolo dell’intergruppo, nato su iniziativa della senatrice del Partito Democratico Beatrice Lorenzin e della deputata di FI Annamaria Patriarca, sarà proprio quello di sensibilizzare l’azione politica e aumentare l’attenzione e il confronto pubblico nei confronti dell’Alzheimer, della diagnosi precoce della malattia e della presa in carico del paziente. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 150mila nuovi casi di demenza, mentre i nuovi malati di Alzheimer sono circa 70mila l’anno, per un totale complessivo di quasi 700mila pazienti.
“L’obiettivo di questo gruppo – ha spiegato Beatrice Lorenzin – è tenere nell’agenda e nell’attività parlamentare e del governo il tema delle demenze e dell’Alzheimer. Questo significa finanziare adeguatamente, sostenere dal punto di vista organizzativo e normativo tutto ciò che serve per riuscire a realizzare gli obiettivi necessari per garantire una vita dignitosa ai malati di Alzheimer e di demenza, e allo stesso tempo poter fornire presto le nuove terapie innovative, sia farmacologiche che non farmacologiche. Per fare questo – ha proseguito la Lorenzin -  è necessario realizzare una diagnosi precoce, intercettare il prima possibile i pazienti, quindi riorganizzare la rete di formazione di medici sul territorio e, soprattutto, creare un maggior collegamento tra i medici di famiglia e i centri di controllo e diagnosi per le demenze e l’Alzheimer, dentro una cornice che mette insieme gli amministratori locali, le regioni, il ministero della salute, e ovviamente finanziando in modo adeguato la presa in carico di questa malattia”. Le demenze, ha ricordato la Lorenzin, hanno un impatto forte anche sulle famiglie, circa 3milioni di persone coinvolte in Italia e su i caregivers che sono soprattutto donne. Da qui la necessità di creare una rete di assistenza domiciliare uguale su tutto il territorio nazionale, realizzare i centri diurni semiresidenziali, per la presa in carico del paziente malato, ma anche intercettare in modo precoce la malattia, e mettere a disposizione di tutti i nuovi farmaci per l’Alzheimer, in dirittura d’arrivo anche in Italia.





All’intergruppo hanno già aderito 50 parlamentari, le associazioni di pazienti più rappresentative, la rete degli IRCCS e la società Italiana di neurologia. “Uno straordinario successo – ha detto Annamaria Patriarca – Intendiamo riaccendere una luce su questo tipo di patologie, rimetterle al centro del dibattito politico perché siamo consapevoli, non soltanto dell’enorme diffusione di queste patologie, ma perché sappiamo bene cosa significa per i pazienti e per i familiari dover gestire la demenza o l’Alzheimer. La nostra volontà – ha concluso Annamaria Patriarca - è quella di dare una mano alla ricerca e far sì che su tutto il territorio nazionale si possa avere accesso identico alle cure, un’adeguata prevenzione e cure domiciliari adeguate, dando un supporto adeguato a questi pazienti e alle loro famiglie”.



Da Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari Sociali della Camera, è arrivato l’impegno di tradurre gli spunti che verranno fuori dal gruppo interparlamentare in provvedimenti legislativi. “Daremo gambe a quanto uscirà fuori dal lavoro della commissione – ha detto – perché siamo a favore di una cultura di sostegno delle persone, contro quella che viene definita la cultura dello scarto”.



Francesca Malandrucco

TAG: ALZHEIMER, SANITà GOVERNO

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