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Governo e Parlamento

31 Maggio 2023

Maternità surrogata, il sì della Commissione Giustizia al reato universale. Ecco cosa prevede

La maternità surrogata come reato universale, tutti i cittadini italiani sono punibili e perseguibili anche all’estero. È quanto previsto dalla proposta di legge presentata dalla maggioranza e approvata dalla Commissione Giustizia della Camera che ha concluso il voto degli emendamenti. Le opposizioni hanno votato contro


La maternità surrogata come reato universale, tutti i cittadini italiani sono punibili e perseguibili anche all’estero. È quanto previsto dalla proposta di legge presentata dalla maggioranza e approvata dalla Commissione Giustizia della Camera che ha concluso il voto degli emendamenti. Le opposizioni hanno votato contro, ribadendo una posizione già nota e manifestata in passato. Per il via libera formale mancano i pareri delle commissioni competenti e il mandato al relatore ma il provvedimento è atteso in aula per il prossimo 19 giugno, così come previsto dall'ultima calendarizzazione. «Grazie al testo come riformulato noi estendiamo la punibilità a tutte le condotte commesse all'estero e questo disincentiverà il ricorso a questa pratica, con ciò fermando il turismo procreativo e più in generale quel mercato che si è formato, di cui la recente fiera a Milano è testimonianza», ha detto la relatrice Carolina Varchi (Fdi).  «Sul metodo seguito - ha aggiunto - vorrei sottolineare che la sapiente organizzazione dei lavori su un tema così delicato ha evitato che si giungesse al contingentamento dei tempi, quindi come relatrice ringrazio il presidente Ciro Maschio che ha evitato il ricorso a questi strumenti che, pur previsti dal regolamento, avrebbero inasprito il dibattito».

«La surrogazione di maternità è una procedura che si realizza mediante forme contrattuali rigide e vessatorie, necessariamente di tipo commerciale: anche le forme cosiddette 'altruistiche' o 'solidali' spesso mascherano pagamenti in forma di rimborsi spese e/o indennità e prevedono comunque sempre l'obbligo per la donna di cedere il figlio ai committenti. Col risultato peraltro paradossale che in questi casi spesso sono solo le donne a ricevere eventualmente meno soldi, perché l'attività dei centri di fecondazione artificiale, le consulenze legali e contrattuali e le biobanche richiedono comunque lo stesso pagamento». Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella durante il question time rispondendo ad una interrogazione della Lega.  La ministra ha ricordato che ai sensi della legge 40 del 2004 «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro». E se per Riccardo Magi, segretario di +Europa, «La proposta di 'reato universale per la Gestazione per altri' dovrebbe fare rabbrividire coloro che si ritengono liberali e garantisti. Una proposta da Stato di Politica etico, per cui si incriminano i genitori e nessuno si chiede che effetto possa avere sui bambini. Nemmeno nelle peggiori dittature del passato, e oggi forse solo nell'Iran degli Ayatollah o nell'Afghanistan dei talebani». Per la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli, è un passo verso una norma di civiltà. «Il turismo oltre confine per affittare l'utero e ingannare la legge italiana non può più essere tollerato. Così come non può essere più tollerato sfruttare chi versa in stato di difficoltà per poterne mercificare il corpo, approfittando di leggi più morbide previste in altri Stati. Perché se esiste un divieto nel nostro Paese, non può passare il principio che sia sufficiente andare all'estero per poter contare sull'impunità. Oggi, la commissione Giustizia della Camera, approvando la proposta di legge che dichiara la 'gestazione per altri' reato universale, ha compiuto un primo, fondamentale passo per bloccare questa orribile pratica».

«Adesso - prosegue Ronzulli - auspichiamo che l'iter legislativo prosegua velocemente per l'approvazione definitiva della legge, affinché i cittadini italiani sappiano che saranno perseguiti se dovessero recarsi all'estero per avvalersi della maternità surrogata. È questione di senso civico, è una norma di civiltà. Ed è inaccettabile che la sinistra, votando contro il provvedimento, 'copra' chi aggira le nostre leggi, sostenendo ipocritamente che in Italia questo divieto esiste già». «La priorità della destra è limitare i diritti. Pnrr, alluvione, asili, inflazione vengono dopo, forse. Ora la loro urgenza è attaccare le famiglie arcobaleno e i loro figli: la corsa forsennata in commissione giustizia per una legge folle lo dimostra. Continueremo a opporci», scrive su Twitter il deputato dem e responsabile diritti della segreteria nazionale del PD Alessandro Zan. «Abbiamo votato contro la proposta di Fdi di rendere la Gpa reato universale, perché tradisce il principio del prevalente interesse del minore: nessuno ha infatti finora spiegato in quale condizione giuridica si troverebbero i bambini di coloro che, nonostante il divieto, dovessero comunque ricorrere all'estero alla Gpa. La sola sanzione penale senza una complessiva disciplina genera nuovi preoccupanti spazi di incertezza normativa, che ricadrebbero soprattutto sui bimbi». Così Devis Dori, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nella commissione Giustizia della Camera.  «Il testo sulla maternità surrogata licenziato pone l'Italia all'avanguardia nel contrasto ad una pratica disumana che mercifica il corpo delle donne e riduce i bambini ad oggetti. Disincentivare il turismo procreativo che mortifica il corpo delle donne è una battaglia di civiltà», sostiene invece Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d'Italia e sottosegretario alla Giustizia.

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