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07 Luglio 2026Il rapporto annuale di Vaccines Europe richiama l’esiguo investimento europeo nell’immunizzazione e chiede di considerare i vaccini un focus strategico

L'Europa continua a investire troppo poco nella prevenzione vaccinale. Secondo l'Annual Report 2025 di Vaccines Europe, il 77% dei Paesi europei destina meno dello 0,5% del proprio budget sanitario all'immunizzazione, nonostante la vaccinazione rappresenti uno degli strumenti più efficaci per prevenire le malattie, ridurre le ospedalizzazioni e rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari. È uno dei principali messaggi contenuti nel rapporto annuale dell'associazione che riunisce le aziende produttrici di vaccini operanti in Europa, che invita le istituzioni europee a considerare l'immunizzazione un investimento strategico per la salute pubblica, la competitività e la sicurezza del continente.
Il report evidenzia come i sistemi sanitari europei siano chiamati ad affrontare sfide sempre più complesse, dall'invecchiamento della popolazione all'aumento delle malattie croniche, fino alla resistenza antimicrobica, alle nuove minacce infettive e agli effetti dei cambiamenti climatici. In questo contesto, secondo Vaccines Europe, la vaccinazione non contribuisce soltanto a prevenire le infezioni, ma riduce ricoveri, costi assistenziali e perdite di produttività, sostenendo al tempo stesso la preparazione e la resilienza dei sistemi sanitari. Inoltre, i programmi vaccinali destinati agli adulti possono generare un ritorno economico fino a 19 volte superiore all'investimento iniziale.
Un altro tema centrale del rapporto è l'innovazione. L'Annual Report dedica ampio spazio alla quarta edizione della Vaccines Europe Pipeline Review, dalla quale emerge che nel 2025 sono 91 i candidati tra vaccini e anticorpi monoclonali in sviluppo clinico presso le aziende associate, basati su 12 diverse tecnologie di immunizzazione. Il 41% dei candidati è destinato a malattie per le quali oggi non esiste ancora un vaccino disponibile, tra cui HIV, virus di Epstein-Barr e infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici. Secondo il report, questi risultati dimostrano come investire in ricerca e innovazione sia fondamentale per costruire sistemi sanitari più preparati ad affrontare le sfide future.
Tra le priorità indicate dall'associazione figura anche l'attuazione del regolamento europeo sull'Health Technology Assessment (HTA), affinché la valutazione dei vaccini tenga conto della loro natura preventiva e del più ampio valore per la salute pubblica. Il rapporto sottolinea inoltre l'importanza del futuro Biotech Act, considerato un'opportunità per rafforzare la competitività europea, attrarre investimenti nella ricerca e invertire il calo della quota europea nelle sperimentazioni cliniche sui vaccini, scesa dal 17% nel 2018 all'8% nel 2023.
Infine, nel documento si sottolinea la necessità di aumentare i finanziamenti destinati alla prevenzione e all'immunizzazione nell'ambito del prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea. Per Vaccines Europe, riconoscere la vaccinazione come un investimento strategico significa rafforzare la salute della popolazione, la sicurezza sanitaria e la resilienza economica dell'Europa di fronte alle sfide dei prossimi anni.
Cristoforo Zervos
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