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05 Ottobre 2026

Revolution Medicines rafforza la presenza in Italia, Valentino Confalone nuovo General Manager

L’ex presidente e amministratore delegato di Novartis Italia assume l’incarico di general manager e vicepresidente


Valentino Confalone 002

Valentino Confalone è il nuovo general manager e vicepresidente di Revolution Medicines Italia. La nomina rafforza la presenza nel Paese della biotech statunitense e arriva mentre l’azienda lavora sul percorso europeo e italiano di daraxonrasib, nuovo inibitore orale di RAS già approvato negli Stati Uniti per il tumore pancreatico metastatico precedentemente trattato. 

Revolution Medicines non disponeva finora di una struttura autonoma in Italia, fatta eccezione per la direzione medica affidata a Maria Teresa Carfora. Tra i primi dossier affidati alla nuova guida italiana c’è quello relativo a daraxonrasib e al suo possibile accesso per i pazienti italiani.

Il farmaco è stato approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration per adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico precedentemente trattato. In Europa il percorso regolatorio è ancora in corso. Revolution Medicines è impegnata nel confronto con l’EMA per arrivare all’approvazione e con l’AIFA per valutare le modalità di accesso al trattamento in Italia.

Il tema riguarda, secondo le stime riportate dalla testata, tra 3.000 e 4.000 pazienti italiani potenzialmente candidabili ogni anno. Nelle scorse settimane anche l’Associazione italiana di oncologia medica aveva sollecitato l’azienda ad attivare un programma di uso compassionevole in attesa dell’autorizzazione europea. Sul punto Revolution Medicines non ha annunciato l’avvio di un programma, ribadendo l’impegno con le autorità regolatorie per favorire l’accesso al trattamento.

Confalone arriva da Novartis Italia, che ha guidato dal 2022 fino al 31 agosto 2026. In precedenza ha ricoperto incarichi in Gilead Sciences, Dompé, Bristol Myers Squibb e Schering-Plough. 

Revolution Medicines è una biotech statunitense fondata nel 2014 e focalizzata sullo sviluppo di terapie contro i tumori dipendenti da RAS. Con la nuova struttura italiana, il percorso di daraxonrasib rappresenta uno dei primi dossier legati all’accesso all’innovazione nel Paese.

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