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Malattie croniche

01 Ottobre 2026

Malattie croniche, Várhelyi (Ue): serve più prevenzione per sostenere i sistemi sanitari

Il commissario Ue alla Salute richiama l’aumento di diabete e obesità e indica prevenzione, screening e nuove tecnologie tra gli strumenti per ridurre la pressione sull’assistenza


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Rafforzare prevenzione e diagnosi precoce per contenere la crescita delle malattie croniche e la pressione sui sistemi sanitari europei. È la strategia indicata dal commissario europeo per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi, intervenuto a Milano al 62° Congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD), in programma dal 28 settembre al 2 ottobre. Secondo quanto riportato da ANSA, il commissario ha richiamato in particolare l’aumento di diabete, obesità e altre malattie non trasmissibili.

«Non saremo in grado di curare il doppio o il triplo di persone malate nell’arco di pochi anni avendo a disposizione le stesse risorse», ha affermato Várhelyi. In Europa, secondo i dati citati da ANSA, si stimano circa 30 milioni di persone con diabete e oltre 60 milioni di adulti con obesità. Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni, anche per la diffusione di sovrappeso, obesità e consumo di tabacco e prodotti contenenti nicotina.

La risposta indicata dalla Commissione passa da un riequilibrio tra cura e prevenzione. Várhelyi ha sottolineato che gli Stati membri destinano oggi l’80% delle risorse alle cure sanitarie e ha indicato nella prevenzione uno strumento per liberare risorse da reinvestire nell’innovazione. «Abbiamo bisogno di strategie nuove e queste strategie devono basarsi sulla prevenzione», ha dichiarato.

In questa strategia rientrano anche medici e nuove tecnologie. Il commissario ha indicato un ruolo per gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale a supporto dei professionisti sanitari. La Commissione europea ha recentemente ribadito che gli strumenti basati sui dati e sull’IA possono contribuire alla valutazione del rischio e alla diagnosi precoce, senza sostituire il ruolo degli operatori sanitari.

Il tema è collegato alla prima Settimana europea dello screening, avviata il 28 settembre insieme alla campagna “Conosci i tuoi valori”. L’iniziativa punta a favorire il controllo di parametri come pressione arteriosa, colesterolo e glicemia. Secondo ANSA, sono circa 800 i luoghi coinvolti nei diversi Paesi europei. Várhelyi ha chiesto agli Stati di avvicinare i controlli gratuiti alla popolazione, utilizzando anche scuole, stazioni e altri luoghi di comunità.

La Commissione ha inoltre presentato una proposta di raccomandazione del Consiglio sui controlli cardiovascolari. L’obiettivo è aiutare gli Stati membri a organizzare programmi nazionali più sistematici, con particolare attenzione alle persone ad alto rischio e ai gruppi con maggiori difficoltà di accesso. Le malattie cardiovascolari provocano ogni anno 1,7 milioni di decessi nell’Unione europea e hanno un impatto economico superiore a 282 miliardi di euro.

Sul finanziamento dei sistemi sanitari, Várhelyi ha precisato che le scelte spettano ai singoli Stati membri, ma ha aggiunto che «sulla sanità non si può assolutamente tagliare. Soprattutto oggi».

 

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