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Farmaci

21 Gennaio 2026

Farmaci essenziali, via libera del Parlamento Ue al Critical Medicines Act

Il Parlamento europeo ha approvato la posizione negoziale sul regolamento sui medicinali critici


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Il Parlamento europeo ha approvato il 20 gennaio la propria posizione negoziale sul regolamento sui medicinali critici con 503 voti favorevoli, 57 contrari e 108 astensioni, aprendo il negoziato con il Consiglio dell’Ue sulla versione finale della norma. L’obiettivo indicato è migliorare disponibilità e approvvigionamento dei medicinali critici, ridurre la dipendenza da Paesi terzi e rafforzare la competitività del settore farmaceutico europeo, con misure su produzione, appalti e scorte.

Un primo asse riguarda i progetti industriali strategici. Gli eurodeputati sostengono la creazione di progetti “strategici” localizzati nell’Unione per creare, modernizzare e aumentare la capacità manifatturiera. Chiedono che Ue e governi nazionali diano priorità al sostegno finanziario nell’attuale bilancio e nel prossimo quadro finanziario pluriennale. Le imprese che beneficiano di fondi pubblici dovranno rispettare obblighi definiti, tra cui la priorità di fornitura al mercato dell’Ue.

Il secondo asse riguarda gli appalti pubblici. Nella posizione dell’Aula il prezzo non può più essere l’unico criterio di aggiudicazione. Devono entrare in gara anche sicurezza dell’approvvigionamento, resilienza delle catene produttive e capacità manifatturiera nell’Ue. Il testo richiama un approccio “Compra europeo”, con criteri che favoriscono i produttori che realizzano una parte significativa dei medicinali critici in Europa. Per il relatore Tomislav Sokol, eurodeputato del Ppe, «il prezzo non può più essere l’unico criterio», e vanno considerati sicurezza dell’approvvigionamento, resilienza delle filiere e capacità produttiva interna.

Un terzo capitolo riguarda gli acquisti congiunti transfrontalieri. Per avviare la procedura, secondo il Parlamento, servirà la partecipazione di almeno cinque Stati membri, in riduzione rispetto ai nove previsti nella proposta iniziale della Commissione europea. Il testo evidenzia i possibili benefici degli appalti congiunti per i farmaci per le malattie rare, gli antimicrobici e altri trattamenti innovativi, ad alto costo o altamente specializzati.

Sul fronte delle carenze, gli eurodeputati chiedono un meccanismo di coordinamento Ue per le scorte nazionali e le scorte di emergenza di medicinali critici. Chiedono inoltre che la Commissione europea possa disporre, come ultima risorsa, la redistribuzione dei medicinali da una scorta nazionale a uno o più altri Stati membri quando viene individuata una carenza o un’interruzione di fornitura. Il Parlamento richiama anche che oltre il 50% delle carenze segnalate è dovuto a problemi di produzione, inclusa la disponibilità di principi attivi.

La proposta di regolamento era stata presentata nel marzo 2025. Riguarda medicinali critici come antibiotici, insulina, vaccini e farmaci per malattie croniche. La proposta mira anche a migliorare l’accesso a medicinali “di interesse comune” che soffrono di fallimenti di mercato. Nel quadro ricostruito da Sanità33 a marzo, la spinta nasce dalla dipendenza dell’Ue per il 60-80% da produzioni in Cina e India. La base è l’elenco Ue dei medicinali critici pubblicato a dicembre 2023, con oltre 200 principi attivi.

Dopo il voto dell’Aula, il Parlamento europeo è pronto ad avviare i negoziati con i governi dell’Ue sulla versione finale della normativa.

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