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21 Gennaio 2026Il 21° Rapporto Sanità di C.R.E.A. Sanità segnala un aumento strutturale della spesa privata delle famiglie e un peggioramento dell’equità

Il 21° Rapporto Sanità di C.R.E.A. Sanità segnala un aumento strutturale della spesa privata delle famiglie e un peggioramento dell’equità
Il 21° Rapporto Sanità di C.R.E.A. Sanità evidenzia che la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale è stata garantita negli ultimi anni attraverso un razionamento implicito delle tutele, con effetti crescenti sulle disuguaglianze di accesso alle cure. Il documento, presentato al CNEL, segnala la necessità di un cambio di paradigma, superando una logica di mera manutenzione del sistema.
Secondo il Rapporto, oltre il 70% delle famiglie italiane sostiene oggi spese sanitarie direttamente di tasca propria, rispetto al 50,8% degli anni Ottanta. L’incidenza della spesa sanitaria sui bilanci familiari ha superato in media il 4,3%, raggiungendo il 6,8% tra le famiglie con livello di istruzione più basso. Tra i nuclei meno abbienti, la quota di spesa privata è cresciuta dal 27,6% al 37,6%. Nel Centro e nel Mezzogiorno l’aumento della spesa privata è associato anche a carenze dell’offerta pubblica.
Il Rapporto ridimensiona la tesi secondo cui il federalismo sanitario avrebbe determinato una privatizzazione del sistema. Dopo gli anni Novanta, spesa pubblica e privata sono cresciute sostanzialmente allo stesso ritmo. La criticità principale viene ricondotta alla stagnazione economica e alla competizione tra settori per l’allocazione delle risorse pubbliche, in un contesto in cui anche un aumento della spesa sanitaria lascerebbe l’Italia al di sotto dei livelli di Francia e Germania.
C.R.E.A. sottolinea che il contenimento della spesa è stato ottenuto prevalentemente attraverso forme di razionamento non esplicite, con effetti regressivi sull’equità. Le politiche più recenti vengono ricondotte a una logica di manutenzione del sistema, senza una revisione strutturale del modello organizzativo e finanziario.
Il Rapporto propone un passaggio da una logica di “Servizio sanitario” a una più ampia logica di “Sistema Salute”, con una governance integrata che superi la separazione tra sanitario e sociale e che adotti un approccio One Health. Tra le linee di intervento indicate figurano una revisione del concetto di appropriatezza, in particolare nella gestione delle cronicità, una maggiore trasparenza nelle scelte allocative e la possibilità di rendere più espliciti i criteri di razionamento delle risorse.
L’analisi si inserisce in continuità con il dibattito aperto dal Rapporto precedente, che aveva posto il tema della scelta tra manutenzione e trasformazione del sistema. Secondo C.R.E.A., senza un cambiamento strutturale il SSN rischia di non riuscire a rispondere in modo adeguato all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle cronicità e alla trasformazione dei bisogni sanitari e sociali.
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