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20 Gennaio 2026

Ue-Mercosur, Efpia: accordo utile ma insufficienti le tutele per l’innovazione farmaceutica

Secondo EFPIA l’accordo UE-Mercosur rafforza i legami commerciali e riduce i dazi, ma non garantisce adeguata protezione della proprietà intellettuale 


farmacovigilanza

L’accordo di partenariato commerciale tra Unione europea e Mercosur punta ad aprire un mercato di circa 295 milioni di consumatori e prevede l’eliminazione progressiva dei dazi su oltre il 91% delle merci europee esportate. Tra i settori interessati figurano auto, macchinari, chimica e farmaceutica, con tariffe che per i prodotti farmaceutici arrivano fino al 14%.

Nel 2024 le imprese dell’Unione europea hanno esportato verso Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay beni per 55 miliardi di euro, a cui si aggiungono 29 miliardi di euro di servizi nel 2023. L’Unione europea è il secondo partner commerciale del Mercosur dopo la Cina, con una quota pari al 16,9% degli scambi totali. L’intesa, secondo la Commissione europea, dovrebbe facilitare anche l’accesso agli appalti pubblici, ridurre gli ostacoli non tariffari e migliorare le condizioni per servizi e investimenti.

Per l’Italia, sempre secondo la Commissione, il mercato coinvolgerebbe quasi un milione di posti di lavoro, con oltre ottomila aziende esportatrici e un volume di esportazioni pari a 7,2 miliardi di euro. Tra i comparti interessati figura anche quello dei prodotti chimici e farmaceutici, con un valore di 1,152 miliardi di euro.

Sulla conclusione dell’accordo è intervenuta EFPIA, la Federazione europea delle industrie farmaceutiche. «La conclusione dell’accordo di libero scambio UE-Mercosur è un passo avanti nel rafforzamento dei legami commerciali», ha dichiarato Nathalie Moll, direttrice generale di EFPIA, sottolineando anche l’opportunità di rafforzare la competitività e la resilienza delle scienze della vita attraverso una maggiore diversificazione dei mercati.

Secondo Moll, l’accordo contiene alcuni progressi per il settore farmaceutico innovativo, in particolare attraverso riduzioni tariffarie parziali, ma «avrebbe potuto fare di più per garantire il livello di ambizione necessario a sostenere pienamente l’innovazione». In particolare, EFPIA indica come elementi da rafforzare negli accordi di libero scambio la protezione della proprietà intellettuale, come la tutela dei dati regolatori e i certificati complementari di protezione, e un accesso significativo agli appalti pubblici.

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