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Spesa sanitaria

20 Gennaio 2026

Più anziani e crescita debole: sanità e assistenza al centro del Rapporto RGS

Le nuove proiezioni della Ragioneria generale dello Stato indicano una popolazione in calo e un rapido invecchiamento


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La Ragioneria generale dello Stato (Rgs) aggiorna le stime di medio-lungo periodo su pensioni e sistema socio-sanitario in base allo scenario tendenziale del Documento programmatico di finanza pubblica 2025. Il quadro che emerge è quello di una popolazione in progressivo calo e sempre più anziana, con una crescita economica contenuta. In questo contesto, sanità e assistenza restano le aree più esposte alla pressione della domanda.

Le nuove previsioni demografiche Istat indicano che la popolazione residente scende sotto i 50 milioni nel lungo periodo. Parallelamente aumenta il peso degli anziani. L’indice di dipendenza della popolazione più anziana supera il 250% intorno alla metà del secolo, con un rapporto sempre più sbilanciato tra persone in età attiva e persone in età avanzata.

Sul fronte macroeconomico, lo scenario nazionale di riferimento ipotizza una crescita media del Pil intorno allo 0,7% annuo nel lungo periodo. L’aumento della partecipazione al lavoro contribuisce a contenere gli effetti del calo demografico, ma non è sufficiente a compensare la riduzione della popolazione in età lavorativa.

Questo quadro di fondo condiziona l’evoluzione della spesa pubblica legata all’età. Nei capitoli dedicati alle pensioni viene indicata una fase di crescita fino alla metà degli anni Quaranta, seguita da una progressiva riduzione grazie al pieno dispiegarsi del metodo contributivo e dei meccanismi automatici di adeguamento.

Per la spesa sanitaria e la long-term care, la dinamica è invece più stabile e persistente. Il peso dell’invecchiamento, l’aumento dei bisogni legati alla non autosufficienza e i fattori organizzativi e tecnologici continuano a incidere sulla traiettoria della spesa nel tempo.

L’analisi di sensitività mostra che alcune variabili hanno un impatto rilevante sugli equilibri complessivi. In particolare, la produttività e i flussi migratori influenzano in modo significativo l’andamento cumulato della spesa in rapporto al Pil.

Il Rapporto dedica inoltre un capitolo all’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche. Le simulazioni indicano una riduzione progressiva dei tassi di sostituzione nel lungo periodo, con un ruolo crescente della previdenza complementare nel sostenere il reddito dopo l’uscita dal lavoro.

Le proiezioni aggiornate confermano che il fattore demografico resta il principale driver degli equilibri futuri del sistema sanitario, assistenziale e previdenziale, nel quadro delle regole vigenti.

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