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Oncologia

03 Novembre 2026

IA in oncologia, prima della tecnologia vanno ripensati i processi. Il modello Lean

Un’expert opinion pubblicata su ESMO Open indica nella revisione dei processi ospedalieri una condizione per integrare l’intelligenza artificiale nella cura del tumore al seno


IA salute

Secondo un’expert opinion pubblicata su ESMO Open, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei percorsi di cura del tumore al seno dovrebbe essere accompagnata da una revisione dei processi organizzativi ospedalieri. Senza un adeguato intervento gestionale, le nuove tecnologie rischiano di aumentare la complessità delle attività anziché migliorarne l’efficienza. Il documento, elaborato da oncologi italiani ed esperti di innovazione, individua nell’integrazione tra intelligenza artificiale, Lean management e Change management una possibile strategia per ottimizzare i percorsi diagnostico-terapeutici.

Secondo gli autori, le strutture ospedaliere sono caratterizzate da processi complessi, spesso articolati in numerosi passaggi burocratici e logistici. La conoscenza limitata dei flussi organizzativi può ostacolare l’individuazione delle inefficienze, aumentare il carico di lavoro dei professionisti e generare difficoltà per pazienti e caregiver. In questo contesto, l’adozione di strumenti di IA senza una preventiva riorganizzazione potrebbe introdurre ulteriori criticità operative.

Il documento propone il ricorso al Lean management, un modello gestionale orientato al miglioramento continuo dei processi. L’approccio prevede il coinvolgimento diretto del personale nell’individuazione delle criticità e nella definizione di soluzioni sostenibili e replicabili. Il modello distingue le attività che producono valore aggiunto da quelle che non lo producono. Tra queste ultime, alcune sono necessarie al funzionamento dei servizi, mentre altre possono essere semplificate o eliminate.

Tra gli strumenti richiamati figurano la Value Stream Map, che rappresenta il flusso di pazienti, materiali e informazioni nelle diverse fasi del processo, e la Demand Map, utilizzata per analizzare il percorso del paziente attraverso i servizi ospedalieri, dall’accesso alla dimissione o all’invio verso altre strutture.

Richiamando esperienze già documentate in letteratura, gli autori segnalano che l’applicazione del Lean management nella cura del carcinoma mammario ha consentito miglioramenti nei tempi di stadiazione e nella gestione della chemioterapia in day hospital, nell’utilizzo delle postazioni terapeutiche e delle sale operatorie, nei tempi di refertazione istologica e nella programmazione degli esami diagnostici. Sono riportati anche interventi per ridurre gli accessi ripetuti alle strutture, migliorare l’appropriatezza prescrittiva e favorire la digitalizzazione dei processi.

Un altro elemento riguarda la misurazione dei risultati. Gli autori sottolineano la necessità di utilizzare indicatori di prestazione, qualitativi e quantitativi, per valutare i benefici, la riproducibilità e la sostenibilità degli interventi organizzativi. L’analisi deve consentire di confrontare la situazione iniziale con i risultati ottenuti dopo l’introduzione delle modifiche.

L’integrazione dell’IA richiede inoltre investimenti nelle infrastrutture informatiche, interoperabilità tra sistemi e formazione dei professionisti. Il documento richiama anche le difficoltà legate alla resistenza al cambiamento e alla necessità di inserire le nuove tecnologie nei flussi clinici esistenti.

Nelle conclusioni, gli autori precisano che l’intelligenza artificiale deve supportare e non sostituire il personale sanitario. Una riduzione degli organici contestuale all’adozione dell’IA rischierebbe di annullarne i benefici. Le nuove tecnologie dovrebbero quindi affiancare i professionisti, contribuendo a migliorare i percorsi assistenziali e la qualità delle cure.

Leggi qui il paper completo 

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