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Pharma

27 Aprile 2026

Farmaci, Alfasigma chiude l’accordo con Gsk per linerixibat

La società italiana acquisisce i diritti globali sul farmaco già approvato negli Usa per il prurito colestatico nella colangite biliare primitiva


alzheimer

Alfasigma ha annunciato il perfezionamento dell’accordo di licenza con GSK per linerixibat, acquisendo i diritti esclusivi mondiali per sviluppo, produzione e commercializzazione del farmaco. Lo rende noto l’azienda in un comunicato del 27 aprile.

Con il closing dell’operazione, già comunicata in precedenza, si conclude il passaggio dopo la scadenza del periodo di attesa previsto dallo Hart-Scott-Rodino Act negli Stati Uniti.

Secondo i termini dell’intesa, GSK riceverà un pagamento iniziale di 300 milioni di dollari, a cui si aggiungeranno 100 milioni di dollari in caso di approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Sono inoltre previsti ulteriori 20 milioni di dollari al momento dell’eventuale autorizzazione in Unione Europea e Regno Unito, oltre a pagamenti legati ai risultati di vendita fino a un massimo di 270 milioni di dollari. L’accordo comprende anche royalty a doppia cifra sulle vendite nette globali.

Nel periodo compreso tra la firma e il closing dell’operazione, la FDA ha approvato Lynavoy (linerixibat) per il trattamento del prurito colestatico associato alla colangite biliare primitiva (PBC) nei pazienti adulti. L’azienda sottolinea che si tratta del primo farmaco approvato negli Stati Uniti per questa indicazione.

Linerixibat è un inibitore del trasportatore ileale degli acidi biliari (IBAT) e agisce su diversi meccanismi coinvolti nel prurito cronico.

Le domande di autorizzazione all’immissione in commercio sono attualmente all’esame delle autorità regolatorie in Unione Europea, Regno Unito, Cina e Canada, sulla base dei risultati positivi dello studio di fase III GLISTEN.

“Il perfezionamento di questo accordo rappresenta un passo fondamentale nel rafforzamento della nostra pipeline”, ha dichiarato Francesco Balestrieri, amministratore delegato di Alfasigma. “Si tratta di un’innovazione terapeutica con un rilevante potenziale a livello globale”.

Secondo il gruppo, l’operazione punta a consolidare il portafoglio nelle aree specialty e malattie rare, facendo leva sulla presenza internazionale e sull’esperienza già maturata in questi segmenti.

Alfasigma, fondata in Italia oltre 75 anni fa, distribuisce i propri prodotti in oltre 100 mercati e conta circa 4.000 dipendenti. Le principali aree terapeutiche dichiarate dall’azienda sono gastroenterologia, vascolare e immunologia.

 

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