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27 Aprile 2026

Vaccini, programma globale post-Covid raggiunge 18,3 milioni di bambini in 36 Paesi

Gavi, Oms e Unicef annunciano oltre 100 milioni di dosi somministrate tra il 2023 e il 2025 per recuperare i ritardi vaccinali legati alla pandemia


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Il programma internazionale Big Catch-Up, avviato per recuperare il calo delle vaccinazioni causato in larga parte dalla pandemia Covid-19, ha raggiunto 18,3 milioni di bambini tra uno e cinque anni in 36 Paesi, con la somministrazione di oltre 100 milioni di dosi di vaccini salvavita. Lo annunciano Gavi, Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Unicef all’avvio della Settimana mondiale dell’immunizzazione, in corso dal 24 al 30 aprile.

Secondo i promotori dell’iniziativa, tra i bambini raggiunti nel periodo 2023-2025 si stima che 12,3 milioni fossero “zero dose”, cioè mai vaccinati in precedenza, mentre 15 milioni non avevano ricevuto il vaccino contro il morbillo. Il programma ha inoltre distribuito 23 milioni di dosi di vaccino antipolio inattivato (Ipv) a bambini non vaccinati o vaccinati solo parzialmente.

L’attuazione del progetto si è conclusa il 31 marzo 2026. I dati finali sono ancora in fase di elaborazione, ma l’iniziativa viene indicata sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno 21 milioni di bambini non vaccinati o sottovaccinati.

I 36 Paesi coinvolti, distribuiti tra Africa e Asia, rappresentano circa il 60% dei bambini non vaccinati nel mondo. Secondo la nota congiunta, le interruzioni dei programmi di immunizzazione durante la pandemia hanno aggravato criticità già presenti, ampliando il numero di minori rimasti esclusi dalle vaccinazioni di routine.

Per affrontare questo divario, il Big Catch-Up ha esteso per la prima volta l’azione dei programmi vaccinali ordinari anche ai bambini tra uno e cinque anni che avrebbero dovuto ricevere le principali immunizzazioni entro il primo anno di vita.

“Proteggendo i bambini che non hanno ricevuto le vaccinazioni a causa delle interruzioni dei servizi sanitari provocate dal Covid-19, il programma ha contribuito a rimediare a una delle principali conseguenze negative della pandemia”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms.

Per Catherine Russell, direttrice esecutiva dell’Unicef, i risultati mostrano cosa sia possibile ottenere quando i Paesi dispongono di risorse, strumenti e volontà politica, ma restano ancora molti bambini esclusi. Un richiamo rafforzato, sottolineano i promotori, dal riemergere del morbillo in diverse aree del mondo.

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