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Assistenza sanitaria

27 Aprile 2026

Crans-Montana, la Svizzera conferma il rimborso sanitario all’Italia per i feriti

Berna richiama gli accordi europei sull’assistenza reciproca sanitaria e conferma la richiesta di rimborso per le cure ai cittadini italiani feriti nel rogo di Capodanno


corsia ospedale letto

La Svizzera conferma la richiesta di rimborso all’Italia per i costi sanitari sostenuti nel trattamento dei cittadini italiani rimasti feriti nell’incendio avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana, tragedia che ha causato 41 morti. Il caso apre un confronto tra i due Paesi sul tema dell’assistenza sanitaria transfrontaliera e delle regole di reciprocità.

L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) ha precisato che “le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo”. Secondo l’autorità svizzera, in base agli accordi vigenti tra Svizzera, Unione europea e Paesi AELS, le spese di cura vengono anticipate in Svizzera e successivamente fatturate all’assicuratore o all’ente sanitario estero competente, non ai diretti interessati.

L’Ufas ha inoltre chiarito che eventuali fatture recapitate alle famiglie italiane erano destinate solo a fini di controllo amministrativo.

A confermare la linea di Berna è stata anche la direttrice dell’ufficio, Doris Bianchi, che in un’intervista alla televisione svizzera italiana RSI ha dichiarato di attendersi il pagamento delle spese da parte delle autorità sanitarie italiane, aggiungendo che anche l’Italia potrebbe trasmettere alla Svizzera i costi sostenuti per i pazienti elvetici curati negli ospedali italiani.

La posizione italiana resta opposta. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già annunciato che l’Italia respingerà formalmente la richiesta se dovesse essere presentata. Sulla stessa linea l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, secondo cui Roma non pagherà le spese richieste.

Lo stesso Cornado ha ricordato che, dopo il rogo, l’Italia ha partecipato ai soccorsi con un elicottero della Protezione civile e ha ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano due cittadini svizzeri coinvolti nell’incendio, senza avanzare richieste economiche.

Secondo quanto riferito nei giorni scorsi, la somma contestata supererebbe i 100.000 franchi svizzeri per il ricovero di quattro cittadini italiani assistiti per un giorno all’ospedale di Sion.

Il caso riporta al centro il funzionamento dei meccanismi europei di rimborso sanitario in caso di cure urgenti all’estero e il tema della gestione economica delle maxi emergenze con cittadini di più Paesi coinvolti.

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