Reumatologia
23 Gennaio 2026Lo studio TULIP-SC dimostra che anifrolumab somministrato per via sottocutanea riduce in maniera statisticamente significativa e clinicamente rilevante l’attività di malattia

Dall’analisi dello studio TULIP-SC I è emerso come anifrolumab somministrato per via sottocutanea ha portato a una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante dell’attività di malattia, rispetto al placebo, nei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES). I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Arthritis & Rheumatology.
Nell’analisi risulta che il 56,2% dei pazienti che hanno ricevuto anifrolumab ha ottenuto una riduzione dell’attività di malattia alla settimana 52, rispetto al 37,1% che hanno ricevuto placebo, misurata utilizzando la scala British Isles Lupus Assessment Group based Composite Lupus Assessment (BICLA), risultato che si è dimostrato coerente con quello degli studi precedenti. Anifrolumab somministrato per via sottocutanea è risultato ben tollerato e la frequenza di eventi avversi globali è risultata equilibrata tra i due gruppi di trattamento con anifrolumab e con placebo. I risultati completi hanno confermato i dati dell’analisi ad interim, che era risultata statisticamente significativa.
Il lupus eritematoso sistemico è una patologia che colpisce più di 3.4 milioni di persone a livello globale e rappresenta una delle principali cause di morte tra le giovani donne negli Stati Uniti ed è più comune tra le popolazioni asiatiche, nere o ispaniche. Convivere con il LES può essere doloroso, debilitante e avere un profondo impatto sul benessere mentale e finanziario dei pazienti. I pazienti con LES presentano un rischio più elevato di morte precoce e si stima che il 50% di essi sviluppi un danno d’organo irreversibile entro cinque anni dalla diagnosi a causa dell’attività della malattia e dell’utilizzo cronico di corticosteroidi orali. Ridurre l’attività della malattia e al contempo l’uso di OCS riduce il rischio di danno d’organo a lungo termine e aiuta i pazienti a evitare gli effetti debilitanti della malattia. Le raccomandazioni terapeutiche per il LES recentemente aggiornate sottolineano ora il raggiungimento della remissione secondo i criteri DORIS come obiettivo primario di cura e incoraggiano fortemente la riduzione graduale del dosaggio di OCS, fino all’interruzione, per minimizzarne l’esposizione a lungo termine.
Anifrolumab è un anticorpo monoclonale completamente umanizzato che si lega alla sottounità 1 del recettore dell’interferone di tipo I, bloccando l’attività di tutti gli interferoni di tipo I. Anifrolumab somministrato tramite infusione per via endovenosa è il primo farmaco biologico ad aver mostrato dati di remissione nel LES nello studio TULIP‑LTE. La somministrazione per via sottocutanea ha ricevuto l’approvazione nell’Unione Europea nel 2025 ed offre ai pazienti la possibilità di gestire il trattamento mediante auto-somministrazione al di fuori dell’ambiente clinico con il supporto di un operatore sanitario o di un caregiver, attraverso una procedura semplice.
“Lo studio conferma l’efficacia di anifrolumab già dimostrata con la formulazione con somministrazione per via endovenosa, rafforzando l’importanza di puntare al raggiungimento della remissione di malattia come traguardo fondamentale per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti - spiega la Prof.ssa Marta Mosca, Ordinario di Reumatologia presso l’Università degli Studi di Pisa, Direttore della Unità Operativa di Reumatologia e Responsabile della Lupus Clinic - L’autosomministrazione per via sottocutanea di anifrolumab rappresenta una nuova opportunità, in aggiunta alla somministrazione per via endovenosa già disponibile, particolarmente significativa per pazienti spesso fragili e con bisogni assistenziali complessi”.
Sharon Barr, EVP BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca, dichiara: “Questi risultati rafforzano l’approccio unico di anifrolumab, che mira al recettore dell’interferone di tipo 1 per ridurre l’attività di malattia, con l’ulteriore vantaggio dell’autosomministrazione per via sottocutanea. I risultati dello studio TULIP-SC si basano sulle solide evidenze scientifiche di anifrolumab, che ha aiutato i pazienti a raggiungere la remissione e a ridurre significativamente la dipendenza dai corticosteroidi orali, rafforzando ulteriormente la nostra ambizione di trasformare il trattamento del lupus eritematoso sistemico.”
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
23/01/2026
Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende
23/01/2026
Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle...
23/01/2026
In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso...
23/01/2026
Gli Stati Uniti hanno formalmente lasciato l’Oms il 22 gennaio dopo il periodo di preavviso
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)