Usa
08 Aprile 2025I ricercatori dei NIH hanno annunciato un importante progresso nella lotta contro i tumori gastrointestinali grazie all’immunoterapia, ma decine di scienziati sono stati licenziati a causa dei tagli dell’amministrazione Trump. Un paradosso che rischia di rallentare una delle più promettenti linee di ricerca oncologica degli ultimi anni

I ricercatori dei National Institutes of Health (Nih) hanno annunciato un importante progresso nella lotta contro i tumori gastrointestinali grazie all’immunoterapia, ma proprio mentre i risultati venivano pubblicati su Nature Medicine, decine di scienziati sono stati licenziati a causa dei tagli imposti dall’amministrazione Trump. Un paradosso che rischia di rallentare, se non bloccare, una delle più promettenti linee di ricerca oncologica degli ultimi anni.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, i ricercatori del Nih hanno sviluppato una terapia che utilizza cellule T modificate per individuare e distruggere le cellule tumorali del tratto gastrointestinale, una tipologia di cancro spesso resistente ai trattamenti convenzionali. Nei test clinici iniziali, alcuni pazienti in stadio avanzato hanno mostrato risposte sorprendenti, con regressione delle metastasi e miglioramento della qualità della vita.
Ma proprio mentre la comunità scientifica celebrava questi risultati, è arrivata la notizia del licenziamento di oltre 50 scienziati coinvolti nel progetto, parte di un’ondata di tagli voluta dal nuovo corso della Casa Bianca. L’amministrazione Trump ha imposto una revisione radicale del personale Nih, interrompendo contratti, congelando fondi e bloccando nuove assunzioni. Una decisione che sta mettendo in ginocchio laboratori all’avanguardia e fermando sul nascere collaborazioni internazionali già avviate.
Gli stessi scienziati protagonisti della scoperta hanno denunciato l’assurdità della situazione: “Abbiamo finalmente una terapia che può cambiare la vita a migliaia di pazienti, e proprio ora ci tolgono le risorse per portarla avanti”, ha dichiarato uno dei ricercatori colpiti dal provvedimento.
La terapia, secondo l’articolo su Nature Medicine, si basa su una sofisticata mappatura genetica dei tumori, che consente di individuare antigeni specifici da attaccare con cellule T ingegnerizzate. È una tecnologia che richiede infrastrutture avanzate, tempo e competenze altissime. Con i licenziamenti, l’intero ecosistema di ricerca rischia di crollare.
Non è la prima volta che l’immunoterapia offre speranze concrete, ma mai prima d’ora una terapia cellulare aveva mostrato risultati così promettenti per questo tipo di cancro. Gli esperti sottolineano che ogni mese perso a causa dei tagli si traduce in pazienti che non potranno accedere alla sperimentazione. E molti tra i ricercatori licenziati erano proprio quelli incaricati di seguire l’evoluzione clinica dei casi.
Mentre il dibattito politico negli Stati Uniti si infiamma sull’utilizzo dei fondi pubblici per la scienza, il paradosso Nih diventa simbolo di un rischio più grande: quello di frenare la corsa dell’innovazione biomedica proprio nel momento in cui potrebbe fare la differenza.
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